Il cattivo esempio dell’America che legalizza la droga

Dopo le “avanguardie” del Colorado e dello Stato di Washington che hanno già decretato il loro “sì” nel 2012, altri tre Stati americani stanno per prendere la china della legalizzazione della droga: l’Oregon , l’Alaska e Washington D.C. sono infatti in procinto di  votare per tre nuovi referendum sul via libera alla marijuana «per uso ricreativo». Questa seconda tornata referendaria è particolarmente sotto osservazione perché il suo esito potrà condizionare e orientare le scelte a livello nazionale.

Un fenomeno in espansione, un business che fa gola

Infatti, di fronte all’ estendersi dell’uso ricreativo delle droghe – accanto a quello per uso medico già legale in 23 Stati –  come reagirà lo Stato centrale? Per la legge federale infatti l’uso della marijuana è ancora illegale, ma sono in molti a dubitare che il governo federale possa restare indifferente di fronte alla mole di affari di una nuova industria in espansione. Secondo una stima di Greenwave Advisors pubblicata dal Washington Post, il business milionario che potrà fiorire potrebbe superare quello della National Football League. La stima è che si possa arrivare a 35 miliardi nel 2020.

I grandi comitati d’affari pro-marijuana

Già infatti grandi aziende e investitori sono scesei in campo per fiancheggiare il fronte pro-legalizzazione nell’Oregon e in Alaska, riporta il New York Times, mentre il fronte anti-marijuana si è trovato senza il becco d’un quattrino. Il “Marijuana Policy Project” appoggiato da attori e musicisti, e la “Drug Policy Alliance”, finanziata da George Soros, sono stati molto munifici, mentre il fronte del no ha faticato a reperire fondi. Anche nel partito repubblicano il movimento libertario ha assunto peso crescente con argomenti come la necessità di sottrarre gli incassi ai cartelli della droga e di incanalarli in business legali con un profitto per gli Stati grazie alle tasse. Intanto i sondaggisti del Pew Center attestano al 52% i sì (lo era solo il 12 nel 1969. Insomma, con ogni probabilità in altri tre Stati si potrà fare come nel Colorado, comprare l’“oro verde” nei negozi autorizzati o farsela pervenire a casa come la pizza.