Capitale europea della cultura per il 2019: la spunta Matera

È Matera la città italiana designata come capitale europea della cultura per il 2019. Matera ha avuto la meglio su una rosa di sei candidate che comprendeva anche Cagliari, Perugia-Assisi, Siena, Lecce e Ravenna. L’annuncio è stato fatto dal ministro Franceschini nella sede del dicastero di via del Collegio Romano assediata da delegazioni, giornalisti e fotografi. Il commissario Ue alla Cultura Androulla Vassiliou si congratula con Matera: «La competizione per aggiudicarsi questo titolo in Italia è stata estremamente accesa con 21 città concorrenti. L’alto numerodi partecipanti testimonia l’immenso favore di cui gode l’iniziativa». «Sono certa che Matera attrarrà ancora più visitatori – aggiunge – spinti dal desiderio di scoprire la città e la sua storia e di apprezzare la varietà culturale che rappresenta uno dei punti di forza del nostro continente». «La forza del dossier – aveva sottolineato in sede di presentazione della candidatura, Adduce – è incentrata sul nuovo slogan “Matera Open future”, lavorare per il futuro, che disegna una città aperta verso l’esterno a nuove contaminazioni, soprattutto culturali, che coinvolgono altri cittadini, la Basilicata, le tante risorse. È un progetto interessante per tutto il Sud. Tutto questo si lega in chiave nuova a quanto scritto nel precedente dossier “Futuro remoto” (caratterizzato da un modello di sviluppo condivisibile): radici e percorsi (Matera e la Basilicata come terre di passaggio), riflessione e connessione (la cittadinanza culturale), continuità e rottura (l’evoluzione dall’esodo dei rioni Sassi), utopie e distopie (che vede Matera come città simbolo delle città dimenticate)». Subito dopo la designazione di Matera, Franceschini ha annunciato il prossimo passo del governo: «Stiamo lavorando per avere presto una capitale italiana della cultura. Vogliamo sfruttare le norme contenute nell’Art-bonus per promuovere una sana competizione tra le città italiane – ha continuato il ministro – inoltre grazie ai provvedimenti contenuti nel decreto abbiamo intenzione di continuare a valorizzare i progetti delle sei città candidate: il loro patrimonio non sarà perso anzi avrà uno sbocco positivo». Il ministro ha tenuto a sottolineare che l’avventura di Europa 2019 è stata «un’esperienza formidabile per le sei città e per il Paese intero». «Finalmente sono stati elaborati progetti a lungo termine – ha concluso – è questa la strada virtuosa da percorrere».