Canti contro i clandestini e sprofondi all’inferno, mentre il brano va in hit parade. Farage insegna

Basta una canzone per scatenare l’inferno a ritmo di calypso. Qualche strofa pungente, uno stile ironico e ci si becca il processo mediatico, con tanto di giudici feroci e condanne inappellabili, perché sull’immigrazione c’è assoluto divieto di critica. In Italia come altrove, la regale Londra compresa, basta poco per essere bollati come razzisti. E se non chiedi perdono, non ti salvi. Stavolta a rischiare il rogo è stato il partito britannico di Nigel Farage per la canzone dal titolo Ukip Calypso, realizzata dall’ex dj di Bbc Radio1 Mike Read, ex sostenitore del partito conservatore. L’accusa: l’artista esegue il brano con un accento forzatamente caraibico e questo particolare è una prova inequivocabile di razzismo.

Le parole della canzone che hanno fatto scoppiare il putiferio.

Il testo del brano secondo il politicamente corretto non lascia spazio a dubbi: «I leader hanno commesso un peccato mortale, aprire i confini per farli entrare tutti, immigrati illegali in ogni città». E, ancora: «Oh, sì, quando saremo al potere, e il nuovo primo ministro sarà Farage, possiamo tornare a fare affari con il mondo, quando Nigel al numero 10 sarà». La canzone è in vendita per 79 centesimi di sterline e punta a raccogliere fondi per la campagna elettorale degli euroscettici già galvanizzati dopo aver portato a casa due “transfughi” Tory e il primo seggio a Westminster con un’elezione suppletiva. Ma dopo il successo nei sondaggi adesso l’Ukip rischia di scalare anche le classifiche musicali, visto che il suo “calypso” è già al sedicesimo posto della classifica iTunes e non si esclude che possa irrompere anche nella più “blasonata” chart di Radio1.
Così è bufera, di nuovo, con il fiume in piena di critiche guidato dai laburisti: «Il calypso dell’Ukip è tutto quello che ci aspettavamo da un partito la cui politica è basata fermamente sul pregiudizio e sul rancore», ha detto il deputato David Lammy. Ma Farage non si è scomposto e anzi ha twittato tutto il suo entusiasmo: «Aiutate l’Ukip Calypso a raggiungere il primo posto». Tutto questo nel bel mezzo di una pioggia di critiche che ha indotto l’ex dj Mike Read a fare retromarcia: «Sono molto dispiaciuto che la canzone abbia, non intenzionalmente, provocato offese. Non era quella l’intenzione e me ne scuso senza riserve». Scuse più che dovute, obbligate.