Camera, solo un grande bluff i “tagli” della Boldrini agli stipendi del personale

Alla fine, la montagna ha partorito il topolino. Ci riferiamo ai “presunti” tagli imposti alla Camera ai dipendenti. Dopo i proclami, le dichiarazioni moralistiche e scandalistiche , dopo le inchieste  e il fiume di inchiostro versato, i presidenti di Camera e Senato hanno raggiunto l’intesa su quello che, con scarso senso della misura, hanno definito il “piano” di tagli al personale in epoca di spending review. Con quelle premesse, ci si aspettava che, perlomeno, si calibrassero gli interventi in maniera da rendere più accettabile il monte retributivo per le varie categorie di dipendenti, eliminando una condizione di privilegio che urta fortemente la sensibilità della opinione pubblica.

Invece, gli interventi programmati, che, peraltro, andranno a regime nel 2018, non rimuovono più di tanto la situazione in essere. Anzi, in alcuni casi, non la rimuovono affatto. Prendiamo il cosiddetto tetto retributivo ancorato alla cifra massima di 240 mila euro l’anno e ai sottotetti individuati per le diverse categorie (166 mila euro per i documentaristi, 115 mila per i segretari, 106 mila per i collaboratori, 99 mila per assistenti parlamentari e operatori tecnici). Calcolandolo al netto dei contributi previdenziali e delle indennità di funzione, con l’introduzione di un incentivo di produttività per i dipendenti che abbiano superato il tetto retributivo, in alcuni casi si ottiene una cifra persino più alta di quella attualmente percepita. Insomma, come sempre il diavolo si annida nei dettagli.

Nè sembra un grande sacrificio quello imposto. Su base mensile, tanto per essere chiari, uno stenografo dovrà accontentarsi di guadagnare 13.200 euro, un documentarista 12.700, un consigliere parlamentare 18.400. Con questi livelli retributivi, è davvero difficile giustificare le proteste che si sono subito levate contro il provvedimento varato dall’Ufficio di presidenza della Camera con 13 sì, 5 astenuti e 2 non partecipanti (Forza Italia e Fratelli d’Italia). Di che cosa ci si possa lamentare è difficile immaginare. Quanto al risparmio promesso dalla Boldrini, se si ricaverà qualche spicciolo per l’Erario sarà grasso che cola.