La Camera approva lo Sblocca Italia, proteste in Aula

Con 278 sì, 161 no e sette astenuti la Camera ha dato il via libera al decreto di conversione dello “Sbocca Italia”, ultima creatura di Renzi che, con un’ennesima fiducia, costringe il Parlamento a votare “prendere o lasciare” un provvedimento blindato dall’iter molto travagliato fin dall’approdo in commissione Ambiente, che ha lavorato per oltre tre settimane pressata dall’opposizione molto dura dei Cinquestelle.

Tempi stretti per il Senato

Ora per il premier si apre una corsa contro il tempo: il testo infatti  va convertito entro il prossimo 11 novembre, pena la decadenza, e al Senato  restano una decina di giorni per esaminare il ddl. I tempi serrati impediscono qualsiasi ritocco per una terza lettura e generano forti malumori nelle opposizioni di fatto esautorate. «Dodici giorni per discutere in Senato dello Sblocca Italia sono troppo pochi. Non c’è il tempo adeguato per trattare il provvedimento, non abbiamo la possibilità di svolgere l’attività emendativa. Presidente, intervenga lei», è il testo dell’appello che il senatore di Sel Dario Stefàno ha rivolto a Giorgio Napolitano, affinché «sia data la giusta valorizzazione costituzionale all’azione del Parlamento».

Le proteste in Aula

Nel corso della seduta non sono mancati momenti di tensione e concitazione quando dalla tribuna del pubblico alcuni militanti di Greenpeace hanno esposto un enorme striscione giallo con la scritta “No Trivelle, sì rinnovabili” (in riferimento all’articolo 38 del decreto) mentre dai banchi i deputati pentastellati, durante le votazioni, hanno agitato cartelli listati a lutto con scritto “Italia” e una croce nera.  A  causa delle “manifestazioni in tribuna e tumulti” il vicepresidente Roberto Giachetti ha deciso una breve sospensione dei lavori. Anche la Lega ha contestato il decreto dal sapore elettorale: «Il governo sta andando in giro a raccontare che ha avviato opere per 10 miliardi di euro, ma la verità è che questi interventi partiranno l’anno prossimo per esclusivi 230 milioni», ha dichiarato il leghista Paolo Grimoldi, annunciando il voto contrario.

In calendario la Legge di Stabilità

Nel fitto calendario imposto da Renzi, che in queste ore teme un innalzamento della tensione sociale dopo gli scontri di piazza tra polizia e manifestanti, arriva la data della tormentata Legge di Stabilità ancora al vaglio dell’Europa . Il prossimo 24 novembre il testo approderà a Montecitorio e finalmente avrà fine l’interminabile valzer dei numeri e delle modifiche.