Calabria: Ncd spaccato sullo schema “quadriglia”, Forza Italia e FdI uniti sulla Ferro

C’è un gran caos, in Calabria, per le candidature alle regionali. Ma è tutto tra Ncd e Pd, ovvero nell’area della coalizione di governo. Nel centrodestra, invece, la partita sembra risolta intorno al nome di Wanda Ferro, storica esponente della destra locale, indicata come candidata dai vertici nazionali di Forza Italia e fortemente sponsorizzata dal coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Gianfranco Turino. Intorno al nome della Ferro si va ricompattando tutta l’area alternativa alla sinistra. Non c’è il Nuovo Centrodestra, ma non si può parlare di eccezione: il partito di Alfano non si presenta più come alternativo alla sinistra. Sebbene sia passato piuttosto in sordina, il piano è stato illustrato qualche giorno fa da Gaetano Quagliariello.

Intervistato da Formiche.net, all’indomani dell’annuncio di Alfano sull’imminente nascita di gruppi unici con l’Udc e di un partito con nome e simbolo nuovi, il coordinatore nazionale di Ncd ha immaginato la politica italiana del futuro come impostata su una «quadriglia bipolare, composta dall’area nostalgica della vecchia sinistra, l’area socialdemocratica, l’area cristiano-liberale-moderata, l’area di destra estrema». «Uno schema in cui i due centri possono allearsi tra di loro in momenti particolarmente critici», ha precisato Quagliariello. Insomma, uno schema in cui Ncd non sia più alternativo, ma completare al Pd. Uno schema che, in realtà, gli alfaniani – o almeno una parte di essi – vorrebbero applicare anche in situazioni ordinarie. Esattamente come le regionali della Calabria.

Una parte del partito, guidata proprio da Quagliariello, è impegnata in un pressing fortissimo sul Pd per correre insieme. Repubblica ha raccontato di riunioni fiume al Nazareno per convincere il candidato democratico Mario Oliviero a dire sì a un’ipotesi che proprio non gli va giù, ma che mette in gioco equilibri superiori: se non si chiude l’accordo – ha riportato – i tre senatori calabresi di Ncd minacciano di togliere l’appoggio al governo. E «la maggioranza reale è di tre, quattro voti di scarto», ha calcolato il Pd Luigi Zanda. Un discreto problema politico, insomma, da cui sembra che l’Ncd possa uscire solo a pezzi: una parte del partito si è già sfilata, annunciando che appoggerà Wanda Ferro perché non è disposta a cambiare l’area politica di riferimento. Uno scenario non dissimile potrebbe prodursi a livello nazionale se l’Ncd accelerasse davvero sul “progetto quadriglia”.