Bufera su Marino, elemosina all’Agenzia per le tossicodipendenze che chiude i battenti

Trentotto morti per assunzione di stupefacenti. Con un trend in crescita del 36 per cento rispetto all’anno precedente. Eccoli i risultati a Roma delle politiche antidroga del sindaco Marino. «L’aumento dei decessi – accusa Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera – è il risultato del furore ideologico della sinistra attratta dalle droghe ha portato alla fine di un’era positiva nel contrasto alle tossicodipendenze a Roma. E questo proprio mentre la sinistra, anche in Parlamento, propone la legalizzazione della Cannabis». Per Rampelli non ci sono dubbi che la responsabilità è di Marino. Che riducendo «a zero euro» il bilancio dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze «ha portato alla chiusura del 70 per cento dei servizi introdotti con il Nuovo Quadro dei Servizi Cittadino».
Nonostante tutto questo, Roma continua ad essere la Città Metropolitana dove si muore di meno grazie all’effetto coda di quello che è stato fatto nel quadriennio precedente: «nel quinquennio 2009-2013 – fa notare Rampelli – il ministero dell’Interno registra un vistoso calo di morti dirette per droga rispetto al periodo 2005- 2008: l’inversione di tendenza delle politiche per le tossicodipendenze ha fatto crollare il numero dei decessi del 42,9 per cento, da 273 a 156 per un totale di 117 vite salvate».
Di qui gli appelli a Marino per far tornare a far funzionare l’Agenzia per le tossicodipendenze a pieno ritmo. Ma sono appelli che cadono nel vuoto. «Il silenzio di Marino sancisce solo una cosa: l’esperienza amministrativa della sinistra in Campidoglio è fallimentare, come quella nazionale del Governo Renzi, che ha portato alla revisione della legge Fini Giovanardi a tutto vantaggio delle politiche di riduzione del danno, in barba al valore della persona e della libertà dalle droghe».
Rincara la dose Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio: «La tragicomica gestione del sindaco continua imperterrita a danneggiare la Capitale. Marino ha deciso di ignorare, per l’ennesima volta, l’appello rivoltogli dal Consiglio d’Amministrazione dell’Istituzione di Roma Capitale che, sulla base dei risultati amministrativi ottenuti nelle politiche per le tossicodipendenze, ha chiesto di rinnovare il mandato del Direttore Generale Massimo Canu e, dopo l’ennesimo silenzio, ha rassegnato in massa le proprie dimissioni».
Ghera rivela la cifra che Marino ha stanziato per far funzionare l’Agenzia per le tossicodipendenze: 125.000 euro in un anno. Praticamente un’elemosina.
«Di fatto – accusa Ghera – Roma Capitale ha deciso di paralizzare l’impianto dei Servizi erogati dallIstituzione senza fornire alcuna alternativa valida per le migliaia di persone con problemi diretti di tossicodipendenza».
Eppure, come ricorda l’ex-sindaco Alemanno, nei primi 4 anni del mandato dell’Agenzia, Roma Capitale è passata dall’ultimo al primo posto della classifica delle città metropolitane più virtuose in termini di contrasto alla di mortalità per droga.
Un primato che Marino ha stracciato. Non senza ulteriori ripercussioni a livello sociale. «La scure della giunta Marino – punta il dito Alemanno – ha portato nel 2013 alla perdita di 130 posti di lavoro in seguito alla chiusura del 70 per cento dei servizi precedentemente attivati. Il lavoro svolto negli ultimi anni dall’Agenzia per le tossicodipendenze aveva raggiunti notevoli traguardi anche sotto il profilo della prevenzione, con circa 60mila giovani contattati, grazie ad uno studio più approfondito in Italia sulla relazione tra i giovani e le droghe, un’eccellenza apprezzata anche dal Presidente della Repubblica e da Papa Francesco».
«Marino prenda atto che non basta agitare la scure dei tagli e della spending review per giustificare quella che sembra essere una vera e propria epurazione politica, poiché non vengono addotte motivazioni di merito: come giustificherà la perdita di una buona amministrazione di fronte ai cittadini?», si accalora l’avvocato Giovanni Quarzo, capogruppo capitolino di Forza Italia e presidente della Commissione Trasparenza .
«L’azzeramento dei vertici dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze è una ferita aperta per un territorio, come il Lazio, che deve impegnarsi sempre più verso un’azione di cambiamento profondo per valorizzare le eccellenze, anche amministrative, come mezzo per uscire dalla crisi – ragiona amaro Marco Marsilio, Portavoce regionale del Lazio di Fratelli d’Italia – La scelleratezza dell’amministrazione targata Marino dimostra una visione della tossicodipendenza ancora basata sulla vecchia concezione della riduzione del danno, con l’obiettivo politico di riportare la gestione del comparto alla situazione esistente nel 1998, fatta di affidamenti diretti e linee politiche senza alcuna approvazione istituzionale, oltre che scientificamente infondate».