Brunetta: «Dal governo solo bugie. La pressione fiscale aumenterà di un punto e mezzo di Pil»

«In un salotto televisivo, domenica il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha avuto il coraggio di affermare: “Io sono quello che le tasse le ha abbassate, il primo negli ultimi 70 anni in Italia”. Da una lettura attenta dei dati, però, emerge tutt’altro: c’è qualcuno, che lo ha preceduto, che ha fatto ben di più, e meglio». Lo afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ricordando il calo della pressione fiscale realizzato da Berlusconi sia nel 2001 che nel 2008. Al contrario, nell’anno di governo Renzi, la pressione fiscale «passerà dal 43,8% del 2013 al 44,1% nel 2014 (+0,3%), secondo stime di Banca d’Italia che sono, però, precedenti rispetto alla Legge di Stabilità presentata lo scorso mercoledì». «Tuttavia – aggiunge Brunetta – questo dato è destinato a lievitare ulteriormente, alla luce della “manovra” voluta da Renzi. I 36 miliardi di minori tasse (18) e maggiori spese (18), infatti, daranno origine a mancate entrate o a maggiori spese certe, mentre le coperture previste da Renzi non si concretizzeranno per la gran parte. Ne deriva che serviranno fino a 25 miliardi per finanziare la parte della manovra fatta in deficit o non coperta e, pertanto, scatteranno le clausole di salvaguardia, vale a dire tagli lineari e aumento di accise, benzina, carburanti, Iva e imposte indirette. Il che significa che la pressione fiscale in Italia aumenterà di almeno 1,5 punti di Pil, fino a raggiungere e superare il massimo storico del 45%. Se il primo governo degli ultimi settant’anni che abbassa le tasse è questo…».