Brasile, crisi mistica della sconfitta Silva: «Nello scegliere tra Dilma e Neves mi sento come Gesù sulla via crucis…»

Verrebbe da dire: «E meno male che ha perso…». Le uscite di Marina Silva, l’ambientalista, evangelica, pedagogista, socialista, verde e quant’altro, ma soprattutto candidata sconfitta alle elezioni presidenziali brasiliane, ha fatto un’altra uscita delle sue. Silva ha detto di trovarsi divisa «tra la croce e l’inferno» per il ballottaggio del 26 ottobre, che vedrà confrontarsi il candidato di centro-destra Aecio Neves e la presidente uscente di sinistra Dilma Rousseff. Facendo il paragone – piuttosto irriveente – con la via crucis di Gesù, la leader ambientalista evangelica ha affermato di sentirsi al bivio fra due percorsi: da una parte la «strada verso la croce», rappresentata da un’eventuale alleanza con Neves (chissà perché, poi); dall’altra il cammino «in direzione dell’inferno», simboleggiato dal possibile sostegno a Rousseff, con la quale litigò e ne abbandonò il partito. Le dichiarazioni sono state rese in una telefonata alla vedova di Eduardo Campos, candidato del Partito socialista (Psb) prima della sua tragica morte in un incidente aereo, morte in seguito alla quale la Silva, che era in ticket con Campos, da candidata vicepresidente divenne candidata presidente. Marina Silva ha 56 anni, è laureata in storia, iniziò a fare politica nei sindacati e nei movimenti ambientalisti. Fu educata in una missione cattolica. Dopo aver svolto lotta politica con Chico Mendes, nel 1994 divenne senatrice per il Partito dei Lavoratori, di sinistra, per il quale era stata anche consigliere comunale. Negli anni Duemila il presidente Lula la vuole come ministro dell’Ambiente, ma litiga anche con lui, e nel 2008 abbandona il governo e il partito. Quest’abbandono fu descritto dalla Silva come un nuovo abbandono della casa dei genitori, per cui davvero non si capisce come ora possa appoggiare il candidato conservatore. Il motivo c’è, ed è che la Silva halitigato anche con la Rousseff, quand’era collega di governo, e che la sinistra dirante la campagna aelettorale ha diramente attaccato la Silva. Per questo ora l’mabientalista avrebbe piacere nel vedere Dilma sconfitta a opera sua. Naturalmente non succederà: tutto la storia della Silva dimostrano la sua profonda provenienza dalla sinistra, per cui i suoi elettori certo non voteranno Neves: o non andranno a votare o voteranno la sinistra della Rousseff, e questo il capo dello Stato lo ha capito benissimo. Frattanto, e siamo arrivati al 2009, Marina lasciò anche il Partito Verde nel quale era entrata. Pochi mesi fa ha accettato la candidatura per il Partito Socialista. Ora annuncia di voler appoggiare Aecio Neves, e non è molto credibile. La decisione definitiva, però, la comunicherà solo domani, ma è chiaro a tutti che i suoi elettori andranno nella direzione verso la quale sono sempre andati: la sinistra…