Bologna, in azione le baby gang: otto minorenni denunciati per l’aggressione a un 93enne

Lo hanno insultato e pestato. E ora si scopre che c’era una baby gang di minorenni dietro la violenta aggressione a un pensionato di 93 anni, picchiato e deriso nel pomeriggio del 18 settembre scorso a San Giovanni in Persiceto, nel Bolognese. Dopo un mese di indagini i carabinieri hanno individuato gli autori del gesto: otto minorenni, denunciati per lesioni personali e ingiurie in concorso.

L’anziano stava passeggiando in viale Pupini quando fu preso di mira con azioni di scherno e insulti da parte di un gruppo di ragazzini, che alla fine lo presero anche a pugni alla schiena e alle braccia. Dopo il pestaggio, il 93enne era stato costretto a farsi accompagnare al pronto soccorso per un trauma contusivo alla regione lombare e lesioni al braccio sinistro, con una prognosi di 10 giorni.
Da lì sono partite le indagini culminate nell’individuazione degli otto minori identificati grazie alla testimonianza della vittima e di alcuni passanti che avevano assistito ai fatti.
Non è la prima volta che nel Bolognese accadono episodi simili. Il 31 maggio scorso era emersa a Bologna un’altra vicenda che vedeva coinvolta una baby gang. La vittima, in quel caso, era una ragazzina di 15 anni presa di mira da un gruppo di coetanei. La 15enne era stata dapprima pestata in un parco cittadino, dove era stata attirata con una trappola, poi era stata terrorizzata con un lungo assedio sotto casa da un gruppo di adolescenti “capeggiati” da un’altra ragazza maggiorenne.
L’aggressione era avvenuta lo scorso 19 maggio quando la ragazzina, che abita in zona Stadio a Bologna, è stata convinta da una conoscente a raggiungerla in un parco a San Biagio di Casalecchio di Reno, poco distante. Si trattava di una trappola: all’appuntamento la 15enne ha trovato una ragazza di origine straniera, poco più che ventenne, che l’ha insultata e picchiata a calci e pugni, incitata da un gruppetto di altri giovani, alcuni dei quali minorenni. Soccorsa fortunosamente da un cittadino che ha allontanato i “bulli” e accolto in casa la ragazzina, è stata poi riaffidata ai propri genitori.
La famiglia ha subito fatto denuncia scatenando l’ira della gang: «da quel giorno abbiamo continue minacce, persone sotto casa, telefonate notturne – ha raccontato la madre della 15enne – Mia figlia ha molta paura e io ho paura per lei, sta male, ha sempre l’ansia, ora è  seguita da uno psicologo». La ragazzina non conosceva direttamente, se non di vista, chi l’ha aggredita e non sa spiegarsi i motivi dell’accanimento contro di lei. Molto simile anche la vicenda venuta alla luce a luglio dello scorso anno allo “Skate Park” di Sasso Marconi dove i quattro componenti di una baby gang, poi arrestati dai carabinieri, hanno un picchiato un ragazzino, minorenne come loro, per prendergli, poi, lo smartphone.