Berlusconi: «No al premio di lista». Forza Italia: «Il Partito della nazione è un sogno totalitario»

Berlusconi smentisce la Repubblica, Huffington Post e altri retroscenisti. «Sto in campo per tornare a vincere». Il leader di FI non ci pensa proprio ad abbandonare il campo e lo dice chiaro e forte alla riunione dei senatori azzurri: «Dopo tutto quello che ho fatto nella vita, posso uscire di scena così?».  Sulla legge elettorale il Cav  è lapidario: «Il premio alla lista è pessimo». In questi giorni, i soliti “bene informati” avevano parlato di una possibile disponibilità del leader a un Italicum modificato in senso renziamo. Il diretto interessato confuta ora le interpretazioni maliziose.

Sullo stesso tenore le dichiarazioni arrivate in giornata da Forza Italia. «Noi – spiega Maurizio Gasparri – abbiamo in questo momento una frammentazione del centrodestra ed è per questo che non possiamo accettare la formula maggioranza alla lista e non alle coalizioni». Giovanni Toti smentisce dal canto suo una scrittura formale del Patto del Nazareno: «Erano dei fogli su cui hanno preso degli appunti e il pezzo di carta è stato buttato via».

Quanto all’idea renziana di un “Partito della nazione”, dagli esponenti azzurri viene un coro di stroncature. Sempre secondo Gasparri, si tratta di un «vecchio schema». Il vipresidente del Senato sostiene il modello americano: «Repubblicani da una parte e democratici dall’altra». Altrettanto duro il giudizio del Mattinale, la nota politica stilata dal gruppo di FI alla Camera.«È il nuovo nome della Ditta di Renzi». I collaboratori di Brunetta parlano anche di «roba sudamericana», di «disegno egemonico», di«sogno totalitario». In conclusione? «Noi non favoriremo disegni che umiliano la democrazia». I retroscenisti sono serviti.