Berlusconi agli azzurri: «Teniamoci pronti, Renzi così non regge». E il 17 incontrerà Putin

Dopo una settimana all’insegna di riunioni culminate con il comitato di presidenza e lo scontro con Raffaele Fitto, Silvio Berlusconi decide di prendersi una pausa dai Palazzi romani e sceglie di rimanere a Milano per tutta la settimana. L’input dato ai suoi non cambia: serrare le fila ed evitare distinguo perché chi è in difficoltà è proprio il Pd. Certo, l’intenzione dell’ex capo del governo è di tenere alta l’attenzione in quanto l’esecutivo non è più così granitico. Il fatto di tenersi lontano dalla Capitale però non impedisce al Cavaliere di occuparsi del suo partito e tenere i contatti con i leader stranieri, uno su tutti Vladimir Putin. Berlusconi lo ha chiamato per fargli gli auguri di compleanno e per dargli appuntamento il 17 ottobre a Milano. Il presidente russo sarà nel capoluogo lombardo a metà mese per partecipare al vertice Asem. La strategia di Berlusconi d’altronde è evidente: riprendere le redini di Forza Italia, mettendo in chiaro chi sia ancora il “capo” del partito. E non è un caso che abbia deciso di occuparsi in prima persona del “cuore” del movimento è cioè della città di Milano. Prova ne è la decisione di presiedere ad Arcore una lunga riunione con i consiglieri azzurri del capoluogo lombardo. Un modo per far capire agli altri partiti, Lega in primis, chi sia ancora il leader del centrodestra. Raccontano infatti che il pensiero dell’ex premier corra già al 2015, precisamente a marzo, quando a suo dire si terranno le elezioni: il Pd così non tiene e Renzi non si farà certo logorare ma è il primo a voler andare a votare a marzo. Ecco perché ha intenzione di abbassare i toni dentro Forza Italia: dobbiamo essere granitici e tenerci pronti alle urne. Un ragionamento che si unisce alla convinzione di poter essere di nuovo candidabile e alla guida del centrodestra. Un cambio di passo che il Cavaliere ha intenzione di ufficializzare con le amministrative ormai alle porte. Appuntamento a cui spera di arrivare con in tasca l’accordo firmato con la Lega Nord di Matteo Salvini a costo di sacrificare l’intesa con Ncd.