“Baratto” tra Leroy Merlin e il sindaco Marino per un campo rom? La multinazionale tace

Leroy Merlin pronta a finanziare a proprie spese «un villaggio della solidarietà» per 400 nomadi a La Barbuta. In cambio, il sindaco Marino sarebbe disposto a concedere una vasta area non edificabile per la costruzione di un nuovo megastore dedicato al bricolage. Questi i possibili progetti in via di definizione, sulla concretezza dei quali, nell’impossibilità di riuscire a parlare con un referente qualunque del reparto comunicazione del brand francese, in grado di confermare, smentire o aggiustare il tiro, non possiamo far altro che riflettere. Cominciando dal constatare che, dopo i siti archeologici in dotazione alle star del rock, ora Roma Capitale sarebbe alle prese con una nuova trovata, altrettanto “stravagante”: il cambio di destinazione d’uso di terreni da verde pubblico a zone commerciali. E per cosa poi? Per permettere a una multinazionale francese del “fai da te” di aprire un nuovo megastore in cambio del finanziamento di un altrettanto mega campo nomadi di ultima generazione, dotato di tutti i comfort. Con buona pace della componente green della sinistra democrat-ambientalista… E infatti, quando si pensa che la misura sia ormai colma, e che di peggio proprio non possa accadere, l’amministrazione Marino è pronta a stupire con nuovi effetti speciali. Nuovi effetti speciali, ma presentati sempre con lo stesso “trucchetto salva immagine” che accomuna molte delle iniziative fin qui decise e varate dal Campidoglio – dalla chiusura al traffico cittadino di grandi aree urbane centrali, inibite alla viabilità, all’isolamento di popolosi quartieri periferici – Agire nella più assoluta noncuranza dei reali bisogni dei romani, mistificandolo però con buonismo sociale e interventismo “equo e solidale”. Questa volta, allora, la trovata uscita dal cilindro va in favore della speculazione edilizia, spacciata per progetto umanitario, e finalizzata alla costruzione di un nuovo campo destinato ai rom, che in linea con il politically correct più conformista il sindaco della città eterna vuole si chiamino migranti o sinti. E che i romani in difficoltà, in perenne lista d’attesa per l’assegnazione di una casa popolare, si arrangino pure…

«Ci sono interi quartieri periferici che sono sempre più isolati – denuncia Andrea De Priamo, portavoce di Fratelli d’Italia-An – Si chiudono i commissariati, si tagliano i fondi per i bambini disabili e si aumentano i finanziamenti alle cooperative amiche che lavorano con i nomadi. E adesso si rischia di cedere pure al “ricatto” di una multinazionale francese che propone di costruire a La Barbuta un nuovo villaggio – conclude De Priamo – pretendendo in cambio 270.000 mq di terreno edificabile. La misura è davvero colma». E a rincarare la dose è intervenuta a riguardo anche Cinzia Pellegrino, referente per Roma Capotale del Dipartimento di FdI-An dedicato alla tutela delle vittime di violenza, che ha aggiunto: «Per chi da sempre si finge paladino dei proletari e campione di solidarietà, ma poi è sempre schierato con i potenti e il grande capitale, evidentemente è più redditizio occuparsi di nomadi e immigrati piuttosto che di italiani. Per questo si continuano a creare ghetti per i rom, che poi sono causa di insicurezza e tensione sociale con i residenti. Un meccanismo perverso – ha quindi chiosato la Pellegrino – coperto da un buonismo ormai delirante». E non è ancora tutto: sulla vicenda si è espresso anche Federico Rocca, responsabile enti locali di FdI-An: «Con curiosità attendo di conoscere la posizione della sinistra, ora al governo di Roma – ha dichiarato Rocca – che disse con noi mai più centri commericali, mai più cemento, scagliandosi anche su piani che prevedevano l’housing sociale… Qualcuno spieghi al Campidoglio – ha quindi concluso l’esponente FdI-An – e ai fautori di questo progetto, che, semmai dovesse concretizzarsi la possibilità di una variante urbanistica al Piano regolatore, i soldi dovranno essere impegnati per le opere pubbliche e per migliorare i servizi del quadrante che sarà oggetto dell’intervento, poiché l’impatto dell’opera lo subiranno i romani residenti e gli automobilisti, e non i rom»…