Ucraina: il 70% delle truppe russe si è ritirato oltreconfine

Continua lo scambio di prigionieri tra Kiev e i ribelli filorussi dell’est ucraino, come previsto dall’accordo di Minsk sul cessate il fuoco: alle 16 ora locale (le 15 in Italia) ne è previsto un altro, secondo lo schema “36 contro 36″, ha annunciato il premier dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, Aleksandr Zakharcenko. Quasi 700 cittadini ucraini sono già stati liberati dal 5 settembre, giorno dell’accordo: lo ha detto il presidente ucraino Petro Poroshenko in una riunione del governo, precisando che «c’è un chiaro programma sino alla fine di questa settimana, secondo il quale altri 500 ucraini potranno tornare finalmente a casa». Poroshenko ha inoltre assicurato che l’est del Paese resterà in seno all’Ucraina, pur promettendo un disegno di legge per uno statuto speciale delle regioni orientali russofone. Questo progetto di legge sullo status speciale di alcune zone delle regioni di Donetsk e Lugansk sarà presentato alla Rada – il parlamento ucraino – la prossima settimana. Il presidente ucraino ha poi annunciato che il 70% delle truppe russe sarebbero state portate fuori dal territorio ucraino. «Vi voglio comunicare le ultime informazioni che ho ottenuto dai gruppi di ricognizione: il 70% delle truppe della Federazione russa è stato ritirato oltre il confine», ha detto al governo. Per quanto riguarda il bilancio degli ultimi combattimenti, le forze ucraine hanno perso non meno di 200 uomini negli scontri a Ilovaisk, nella regione di Donetsk, dove erano rimaste circondate dai miliziani filorussi. Lo ha reso noto il procuratore generale ucraino Vitali Ierema, riferendo che procuratori militari stanno interrogando a Dnipropetrovsk il capo dello stato maggiore ed altri alti ufficiali dell’esercito ucraino nell’ambito delle indagini sul grande numero di perdite subite.