Tragico bilancio di morte in Burundi: uccisa una terza suora

Sui media la notizia serpeggiava, non ufficialmente confermata: e a diffondere per prima scarne informazioni sulla morte violenta delle consorelle saveriane è stata proprio la diocesi di Parma, quella di appartenenza delle religiose uccise, attraverso il proprio sito internet. Poi, il paventato annuncio della Farnesina che avvalora il dramma, ulteriormente acclarato da un’intervista rilasciata al Gr1 da un’altra consorella del convento parmense: anche una terza suora italiana è stata uccisa nel convento di Kamenge in Burundi. A quanto si è appreso finora, infatti, in un episodio successivo all’uccisione nel pomeriggio di domenica di suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti, che sembra essere stato un tentativo di rapina di un balordo finito nel sangue, è stata assassinata nella notte anche «un’altra sorella». «Stiamo attendendo notizie dal Burundi», ha dichiarato la consorella intervistata dal convento emiliano, aggiungendo che informazioni frastagliate sarebbero difficoltosamente arrivate nella prima mattinata, garantendo purtroppo un’unica certezza: anche la terza vittima è «una missionaria della stessa comunità» delle altre due religiose uccise. E le notizie sono arrivate: si tratta di Bernardetta Boggian. A riferirlo all’agenzia missionaria Misna – come si legge sul suo sito Internet – è stato padre Mario Pulcini, superiore dei missionari saveriani in Burundi, che ha definito la morte delle tre religiose «un episodio del tutto inaspettato, un enorme dolore…». Frutto di un’efferatezza immotivata, ma comprovata da precedenti episodi criminali accorsi all’ordine delle saveriane negli anni passati, a dimostrazione di come il convento fosse già stato preso di mira in Africa. Su tutti il caso delle sette suore cattoliche Missionarie di Maria Saveriane – sei italiane e una brasiliana – sequestrate il 25 gennaio 1995 e liberate il 21 marzo successivo dai ribelli del Fronte rivoluzionario unito (Ruf). Le donne, in quell’occasione, rientrarono in Italia in buone condizioni, e dissero di essere state trattate bene. Stavolta, invece, l’epilogo per le missionarie nostre connazionali è stato tragico.

Un dramma accresciuto, se possibile, dalla considerazione del sacrificio sostenuto dalle pie donne nel cuore del continente africano a cui, per aiutare gli ultimi nel nome del Vangelo, suor Lucia Pulici e suor Olga Raschietti hanno dedicato i voti, il loro impegno missionario, la propria vita. Un sacrifico culminato nell’esito estremo e sottolineato nel suo messaggio di cordoglio anche dal ministro Federica Mogherini, che in una nota diffusa in nottata ha espresso «grande dolore» a riguardo.  «A nome mio e del governo – ha aggiunto il futuro alto rappresentante dell’Ue per la politica estera – vorrei porgere le più sentite condoglianze alle famiglie e all’ordine delle Missionarie di Maria Saveriane. Ancora una volta – conclude la nota – assistiamo al sacrificio di chi, con dedizione totale, ha passato la propria vita ad alleviare le troppe sofferenze che ancora esistono nel continente africano». Un sacrificio sul quale il governo si è impegnato ora a chiedere chiarezza da parte del Burundi: Paese al centro di molti dei conflitti che negli ultimi decenni hanno insanguinato in particolare la regione dell’Africa dei grandi laghi, a cominciare dal vicino Ruanda. Una spirale di violenza che putroppo ha avviluppato nella sua morsa anche le nostre sfortunate religiose che, dramma nel dramma, sarebbero state giustiziate con crudeltà. Sgozzate, ha detto all’Afp un alto funzionario della polizia locale che ha voluto conservare l’anonimato. Un’indiscrezione indirettamente confermata poi dalle parole del sindaco di Kamenge, Damien Baseka, la località dove si trova il convento delle saveriane, che ha contestualmente dichiarato che le due consorelle sono state uccise «selvaggiamente».