Tanta solidarietà ai marò ma è “giallo” su un appello lanciato da un falso profilo di Giulia Latorre

«Scendete nelle piazze e gridate a voce alta che chi serve con onore la propria patria non deve mai essere lasciato solo! Liberate il mio papà, l’onore dell’Italia è nelle vostre mani». È giallo sul nuovo appello lanciato su Facebook da Giulia Latorre. Ventenne, figlia del fuciliere di Marina, Massimiliano, trattenuto ingiustamente da più di due anni in India con il commilitone Salvatore Girone, con l’accusa di aver ucciso due pescatori del posto, scambiandoli per pirati, dopo il malore del padre aveva dato la sveglia all’Italia: «Paese di m… mi fate schifo, pensate agli immigrati e non ai fratelli che combattono per voi». Il web si era scatenato, tantissimi i messaggi di sostegno anche se non erano mancati gli attacchi. Dopo le polemiche la ragazza però lunedì sera ha annunciato di volere chiudere il suo profilo. Ma oggi è arrivata la sorpresa. Il mondo del web si è svegliato con un’altra sua nuova pagina che in poche ore ha raggiunto circa 9.115 “mi piace” e sulla quale è comparso il nuovo appello. La ragazza si rivolge agli italiani con toni più concilianti, affidando loro il compito di chiedere la liberazione del suo papà. Un appello che dopo poche ore è stato già condiviso 682 volte  e che ha ricevuto quasi duemila “mi piace”. Per non parlare dei commenti di sostegno che ha avuto. Ma nella tardata mattina è arrivata la smentita. Giulia Latorre dopo qualche ora di assenza è tornata su Fb con il suo vecchio profilo e ha denunciato che qualcuno ha creato una nuova pagina spacciandosi per lei. «Non sono io ad aver creato questa pagina. Chiunque veda cose del genere mi avvisi per favore», ha scritto su Fb. Ma la pagina continua ad essere attiva.  E dopo la denuncia di Giulia è stato pubblicato un video con l’invito ad essere condiviso. «Sera a tutti… vi prego di condividere il più possibile perchè la verità sia nota a tutti….. per Massimiliano e Salvatore». E poi un post: «Nell’intervista rilasciata al momento dell’arrivo a terra il proprietario del peschereccio St. Antony, Freddy Bosco, dichiara, anche in presenza di un poliziotto che l’incidente che vede coinvolto il peschereccio è avvenuto intorno alle 21.30, riaffermando con decisione l’orario anche a seguito dell’osservazione di un cronista che gli chiedeva conferma se non fosse invece avvenuto nel pomeriggio (orario dell’incontro con i pirati denunciato dalla Enrica Lexie». E anche qui una pioggia di condivisioni e di mi piace. Vera o falsa che sia, il sostegno ai marò non manca.