Senza pudore: i ministri faranno le star nel primo giorno di scuola, gli alunni come cavie

Inizia l’anno scolastico, quale occasione migliore per mettersi in mostra, avere un po’ di pubblicità e magari ascoltare qualche canzoncina imposta ai bambini dagli insegnanti che hanno la testa girata a sinistra? Tutto fa spettacolo, nell’era di Renzi, tutto è uno show, con nani e ballerine, paillettes e coriandoli. Il premier chiama il suo esercito, «cari ministri, per il primo giorno di scuola andate tuttu in classe». Più che un consiglio, è un ordine. Oggi – con i dati economici che dimostrano l’inadeguatezza del centrosinistra al governo e i sondaggi che cominciano a scricchiolare – occorre rinfrescare l’immagine di Palazzo Chigi, darle una bella tinta di rosa e di azzurro, gettando un po’ di fumo qua e là. E loro , i ministri, non si sono lasciati sfuggire l’occasione, promettendo che per il primo suono della campanelle andranno ciascuno in un istituto, per confermare con la loro presenza – udite, udite – che l’esecutivo in carica ritiene davvero la scuola una priorità. Si parte da Renzi, che ha subito fatto sapere (per la gioia dei flash e dei cronisti) che andrà a Palermo nell’istituto scolastico intitolato a don Peppino Puglisi. Il ministro Giannini resterà, invece, nella Capitale e visiterà una scuola della periferia romana, un istituto tecnico agricolo «particolarmente attivo nell’innovazione didattica e nell’alternanza scuola-lavoro». Via via si apprendono anche le “destinazioni” degli altri inviati speciali tra i banchi. Gian Luca Galletti (Ambiente) è atteso alla scuola Marconi di Bologna, Carmela Lanzetta (Affari regionali) sarà al liceo Olivetti di Locri, Maurizio Lupi (Trasporti) alla Cabrini di Milano, Giuliano Poletti (Lavoro) all’istituto tecnico Scarabelli di Imola. Maria Elena Boschi (Rapporti con il Parlamento) andrà a Laterina (Arezzo) dove è cresciuta, in visita alla scuola elementare Goffredo Mameli mentre a Genova dovrebbe approdare Roberta Pinotti: la responsabile della Difesa sarà presente, salvo imprevisti dell’ultimo minuto, al liceo scientifico “Enrico Fermi”, la scuola che ha frequentato e dove ha pure insegnato. Tutti insieme appassionatamente, in cerca di pubblicità (gratuita), di propaganda (becera) e giochi di prestigio alla Silvan. Dopo il fattaccio delle maestre che portavano i bambini all’ingresso di Palazzo Chigi a gridare “Renzi, Renzi” e il fattaccio delle canzoncine a favore del premier che le docenti “rosse” insegnavano agli alunni per accontentare il salvatore della patria, arriva la sceneggiata dei ministri tra i banchi nel primo giorno di scuola.  Con buona pace del rispetto per i genitori e per gli stessi alunni, diventati strumento di propaganda politica.