Scandalo della piscina, si dimette l’assessore Sgarlata. E Crocetta ribadisce: «Io non mollo»

Finisce con le dimissione dell’assessore e la rottura con il governatore Crocetta la querelle sulla piscina abusiva scoppiata all’interno della giunta regionale siciliana, con scambi di accuse reciproche e polemiche tutte interne alla maggioranza di centrosinistra. «Proprio perché consapevole di voler continuare il mio impegno all’interno del Partito Democratico ma, al tempo stesso, di voler porre un freno ad un clima di veleni che rischia di danneggiare il futuro del partito, credo sia giusto che io rimetta il mio mandato da assessore», ha fatto sapere oggi  l’assessore regionale al territorio, Mariarita Sgarlata coinvolta in un accertamento su presunte irregolarità nella realizzazione di una piscina nella sua villa.  Sgarlata aggiunge che ”recenti dichiarazioni di stampa da parte del Presidente Crocetta evidenziano che il rapporto di reciproca fiducia con il quale ho iniziato questa entusiasmante avventura si è incrinato”. «La mia persona – prosegue – la mia storia e le tante iniziative che ho portato avanti e concluso in questi mesi parlano da sole. La crescente confusione del quadro politico, in particolare del rapporto tra il Governo regionale e il Partito Democratico, comporta la difficoltà, per ogni assessore che si riconosce nella proposta politica del Pd, di poter svolgere con serenità il suo lavoro, essendo imbrigliato in meccanismi e strategie che non consentono alcuna continuità nell’azione politica e istituzionale». E lui, il governatore, alle prese con gli scandali della sua giunta e con il crescente clima di sfiducia della sua maggioranza?  «Non mi dimetterò mai, sono un combattente, uno che cade in battaglia. Sono stato eletto dal popolo siciliano, la prima volta dal Dopoguerra che il centrosinistra vince in Sicilia. Il Pd dovrebbe accendermi un cero, un lumicino», ha detto oggi alla Zanzara su Radio 24. «Il Pd – dice Crocetta – dovrebbe fare un viaggio votivo a Lourdes per ringraziarmi. Sono stato eletto per liberare la Sicilia dal malaffare e la sto rimettendo sui binari dopo anni di sprechi. Il problema – aggiunge – non sono i renziani ma l’opposizione, i cuperliani».