Sanità, la scure della “spending review” su assistenza e cure

Gli effetti della spending review rischiano di diventare letali per il servizio sanitario nazionale, il cui livello di efficienza è già fortemente compromesso. A rivelarlo è un sondaggio effettuato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato effettuato nel periodo maggio-giugno di quest’anno che ha raccolto il parere di 1438 professionisti della salute, appartenenti a 15 organizzazioni del settore. Per oltre l’81% degli intervistati i tagli previsti dalle norme che si sono succeduti nel tempo incidono in maniera significativa sul proprio operato quotidiano, soprattutto nei casi dell’infermiere (87,6%), del chirurgo (82,3%) e del medico di laboratorio (84,1%). L’esperienza quotidiana dei professionisti evidenzia segnali allarmanti in termini di qualità della assistenza e delle prestazioni erogate ai cittadini. Il 72% degli intervistati conferma che è in atto una vera e propria riduzione della qualità dei servizi; il 65,3% denuncia un forte aumento dei tempi di attesa e il 61,7% un sensibile aumento dei rischi per la sicurezza.

“I dati – spiega Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – dimostrano che cittadini e professionisti vivono la stessa preoccupante realtà: si è deciso di far quadrare i conti finora sacrificando qualità, sicurezza e accessibilità alle cure. Una strada semplice da imboccare per le istituzioni nel breve periodo, ma che sta mostrando tutto il suo limite e pericolosità per il diritto alla salute dei cittadini, nonché per il presente e il futuro del Servizio sanitario nazionale”. A rendere ancor più grave la situazione è  l’annuncio di ulteriori tagli nel settore. Intervenire ulteriormente sul fondo porterebbe ad una pesante e insostenibile compressione dei livelli di assistenza e di cura. Tra tagli alle risorse e ai servizi, peso di ticket e tasse, blocco del turn over, promesse disattese di rilancio del territorio, i cittadini fanno sempre più fatica a curarsi, soprattutto in alcune aree del Paese.