Salvini: tutti in piazza contro Mare Nostrum. Meloni: quei soldi vadano ai poliziotti

«Vediamo se il prossimo 18 ottobre in piazza del Duomo a Milano, in occasione del primo compleanno di Mare Nostrum, riusciamo a portare 100mila persone che dicono ne abbiamo le scatole piene». Matteo Salvini non si arrende e alza il tiro contro un’operazione che si sta dimostrando fallimentare e che le opposizione hanno contrastato fin dall’inizio in Parlamento per i costi e per la filosofia. «Mi piacerebbe una piazza strapiena di gente solidale ma veramente,  se quel miliardo di euro fosse stato investito in Africa sapete quante opere si sarebbero fatte per fare stare bene la gente a casa propria?». Non se ne può più – spiega il leader della Lega che manda a dire al governo che quella di ottobre sarà la prima di una serie di manifestazioni «pesanti e colorate» (i dettagli verranno decisi nelle prossime ore). Anche Giorgia Meloni è durissima contro le politiche italiane ed europee sull’immigrazione clandestina, tanto più dopo le novità annunciate dal commissario europeo Malmoestren su Frontex plus, il programma d’intervento europeo, che non sostituirà (come aveva invece assicurato Alfano) e di fatto non intende collaborare con Mare Nostrum né alleviare il peso che sostiene l’Italia. «Se l’Europa dice di non poter sostenere i costi di un’operazione come Mare Nostrum figuriamoci se può farlo l’Italia. Chiudere le frontiere», aveva commentato la leader Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale che torna sull’argomento con la proposta di utilizzare i fondi di Mare Nostrum per le forze dell’ordine. «Stop a Mare Nostrum, giriamo i fondi alle forze dell’Ordine, questo farebbe un governo serio». Fratelli d’Italia ha chiesto più volte l’immediata interruzione dell’operazione il ripristino del reato di immigrazione clandestina, abolito con i voti dei partiti che sostengono Renzi, del Movimento Cinque Stelle e di Forza Italia. Si chiede che l’Italia pretenda dall’Unione europea il supporto necessario per fronteggiare questa emergenza e che il governo Renzi apra una trattativa seria con l’Ue per chiedere una divisione equa dei richiedenti asilo in tutti i 28 Stati membri e che l’Europa si faccia carico dei costi dell’accoglienza. La posizione del partito di Giorgia Meloni è contenuta di una mozione (primo firmatario Fabio Rampelli) nella quale si chiede l’istituzione di appositi presidi Ue nei Paesi dai quali partono i maggiori flussi migratori per una valutazione preventiva dello status di rifugiato e per informare dei rischi connessi ai “viaggi della speranza” e un adeguato stanziamento al fondo rimpatri, di fatto azzerato.