Roma è preda di clandestini, rom e prostitute. Ma Marino se la prende con i tavolini dei bar

Nuovo “assalto” di Ignazio Marino contro i tavolini di bar e ristoranti al centro di Roma:  via da piazza Navona e dalle zone limitrofe perché non rispettano le regole e il decoro. Li chiamano tavolini “pirata” e  “illegali” eppure non danno fastidio nessuno, anzi danno fiato all’economia romana e costituiscono un tratto distintivo di Roma. Ma Marino non ne vuole proprio sentire parlare e per toglierli di mezzo ha scatenato gruppi di vigili urbani pronti a multare chi contravviene ai suoi desiderata. Marino però finge di non vedere i veri problemi di Roma: dalla periferia più estrema alle zone più escluse (come il laghetto dell’Eur) le prostitute sono tornate indisturbate ad “occupare” le strade; ai semafori si è assaliti dai lavavetri, in particolar modo le “vittime” sono donne; i nomadi hanno “conquistato” interi territori, alzando la tensione con i residenti in molti quartieri; gli extracomunitari, legati a doppio filo con i centri sociali, hanno occupato le case e i vu’ cumprà si sono impadroniti del salotto di Roma. Ma il sindaco li coccola. E come nemici sceglie i tavolini del centro. E così dopo Campo de’ Fiori è toccato alla zona tra Piazza Navona e via dell’Anima: i vigili urbani hanno fatto ritirare decine i tavolini. Il tutto sotto gli occhi di turisti che facevano colazione ai bar e tra le proteste dei gestori. A Campo de’ Fiori martedì invece durante il blitz sono state disegnante a terra le strisce per delimitare l’area dei tavolini concessa ai locali. Contro le operazioni si è scagliato il vicepresidente Fiepet Confesercenti Roma, Claudio Pica: «Siamo sbalorditi nell’assistere a dei metodi che appaiono di una gravità assoluta e mai registrati per rimuovere dei tavolini di un esercizio pubblico. L’amministrazione dovrebbe riflettere sui metodi utilizzati per come ripristinare il giusto decoro e pertanto chiediamo urgentemente l’incontro promesso per il mese di settembre, per arginare questi blitz molto cruenti che potrebbero, da una parte, ripristinare una presunta legalità ma dall’altra dare un’immagine vergognosa anche all’estero. Andrebbero concordati metodi di buon senso per l’applicazione delle regole –  prosegue – ed eventualmente essere un po’ più duri contro quell’abusivismo a cui assistiamo tutte le notti come la vendita di bibite alcoliche senza le prescritte autorizzazioni. Non si comprende come mai si stia usando la mano così dura per rimuovere dei tavolini nel pieno centro di Roma mentre non si faccia altrettanto per quel rispetto delle regole che noi stessi sempre abbiamo richiesto contro l’abusivismo commerciale».