Ripresi i raid di aerei francesi contro l’Isis in Iraq

«Ci sono stati dei bombardamenti in mattinata in Iraq». A riferirlo è stato il portavoce del governo francese Stephane Le Foll, dopo una riunione del Consiglio dei ministri, seguita da un Consiglio di Difesa. E del resto mercoledì, da New York, il presidente Francois Hollande aveva affermato la «determinazione» della Francia nel proseguire la lotta contro lo Stato Islamico in Iraq con gli attacchi aerei. Nelle ore successive al barbaro omicidio di Hervé Gourdel, l’ostaggio di Nizza rapito e decapitato per mano del terrorismo islamico in Algeria, la Francia colpita al cuore reagisce dunque sul fronte militare: aerei da combattimento francesi hanno sorvolato l’Iraq in vista per un nuovo raid contro l’Isis. E a confermarlo in queste ore è anche il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, alla radio Rtl, precisando che, se i Rafale non dovessero bombardare oggi, «individueranno gli obiettivi che verranno colpiti domani».

La Francia partecipa da una settimana all’azione Usa contro i jihadisti in Iraq, ma ufficialmente ha compiuto sinora un solo raid venerdì scorso. Ma ora Parigi conferma con veemenza la ripresa delle ostilità con i raid in Iraq fin quando il Paese ritroverà «l’integrità». «Siamo in Iraq su richiesta delle autorità irachene – ha detto il ministro d’oltralpe Le Drian – L’obiettivo è riconquistare il loro territorio… Bisogna andare avanti. Con forza e determinazione, senza pause, per giungere al risultato». Quanto poi a un eventuale intervento anche in Siria, Le Drian ha specificato che si tratta di «un’opportunità che non si presenta oggi che abbiamo un compito già importante in Iraq. Ma – ha concluso – è una questione che ci poniamo». «Vogliono terrorizzarci – ha dichiarato da parte sua il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius riferendosi all’agghiacciante decapitazione dell’aplinista francese Gourdel – quindi la reazione che bisogna avere è esattamente il contrario». Occorre, ha aggiunto, «fare di tutto per trovarli e punirli».