Richetti da “rottamatore” a indagato: per le spese pazze in Emilia Romagna finisce nei guai un renziano doc

Matteo Richetti, uno dei deputati più vicini a Renzi,  risulta indagato nell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell’assemblea legislativa regionale di cui è stato anche presidente.  A quanto filtra da ambienti politici, nei giorni scorsi alcuni esponenti del Pd si sono recati in Procura, attraverso i propri avvocati, a fare istanza ex articolo 335 per sapere se ci sono procedimenti a proprio carico e tra questi, appunto, Matteo Richetti, assistito dall’avv. Gino Bottiglioni, che lo ha visionato e ha fatto richiesta di avere copia degli atti. Nessun commento né conferma arriva dalla Procura, per mezzo del procuratore aggiunto e portavoce Valter Giovannini. Una bufera politico-giudiziaria sembra dunque in procinto di abbattersi sulla Regione “rossa” per eccellenza, dove le acque sono peraltro da tempo agitate. Rivelatrici sono  state le parole dello stesso Renzi di domenica al Parco Nord di Bologna, quando il premier  ha “bevevolmente”  rimbrottato i big regionali del Pd dicendo che avevano “organizzato un bel casino”.

Con invidiabile  tempismo, Richetti si è ritirato dalla corsa per le primarie del centrosinistra poche ore prima della diffusione della notizia dell’indagine a suo carico. Eletto deputato del Pd  politiche del 24-25 febbraio 2013,  il parlamentare oggi ondagato è un renziano di lungo corso. Con il segretario del Pd,  ha partecipato fin dall’inizio alla «rottamazione» del vecchio partito. Legato al premier anche dalla vecchia miltanza nella Margherita, è stato consigliere regionale dell’Emilia Romagna dal 2005 al 2012. Per Renzi si tratta dunque di un duro colpo. Un rottamatore che finisce indagato non depone bene per il futuro del renzismo.