Renzi contro le forze dell’ordine. Gasparri: troppi cretini parlano a vanvera

La misura è davvero colma. Il comparto sicurezza vive condizioni difficilissime e il reiterato blocco degli stipendi per le forze dell’ordine, confermato dal ministro Marianna Madia, rischia il corto circuito. I sindacati e i Cocer, esasperati da anni di impegni non mantenuti, sono pronti allo sciopero come ultima spiaggia. Le parole arroganti di Matteo Renzi («non accetto ricatti») e i proclami di tabula rasa non fanno che peggiorare il clima. «Il premier non sa di che cosa parla, non conosce la materia», osserva pungente Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, da sempre vicino ai temi della sicurezza pubblica e della tutela degli operatori del settore, per vocazione e per tradizione familiare.

Il governo sembra aver perso il controllo e le forze dell’ordine sono pronte a tutto…

C’è una situazione tesa da molto tempo, da cinque anni ci sono blocchi contrattuali e dell’assetto economico delle promozione per cui può accadere che chi comanda guadagni meno dei propri sottoposti. In passato il governo di centrodestra varò il principio della specificità del comparto della Difesa malgrado le difficoltà economiche. Ricordo che sempre nelle leggi di stabilità, anche in presenza di rallentamenti contrattuali, riuscivamo a stanziare 100-200 milioni di euro per tamponare queste difficoltà. Oggi i sindacati e il Cocer chiedono proprio di tenere conto della specificità.

In tema di spending review si è parlato di accorpamenti, Renzi ha definito «troppe» le cinque forze di polizia attuali.

Ci fu già un tentativo del governo di unificare alcune forze, per esempio la polizia penitenziale con i carabinieri o altro. Ma è impensabile, ogni corpo ha la sua funzione specifica e risponde a diversi ministeri e catene di comando. È irreale pensare di unificare la polizia penitenziale, che dipende dal ministero della Giustizia, con polizia e carabinieri che dipendono dagli Interni. La Forestale ha compiti propri e rapporti con il ministero dell’Agricoltura, il “secondino” svolge un lavoro specifico molto diverso da un agente di polizia. Pensare poi di accorpare la Polizia con l’Arma dei Carabinieri è un non senso, significa non conoscere storia e tradizione. Chi conosce questo mondo sa bene che alcune prestazioni non sono fondibili.

Ma  bisogna risparmiare, è il mantra del governo. Come fare?

La sicurezza è già ridotta all’osso. I carabinieri hanno il 40 per cento in meno degli elicotteri che avevano in dotazione una volta, l’organico attuale è molto al di sotto dei numeri scritti sulla carta perché da anni gli esecutivi hanno imposto il blocco del turn over nel pubblico impiego. Ma un conto è non rimpiazzare l’impiegato del catasto che va in pensione, un altro è farlo con il maresciallo della stazione di polizia di un paesino.

Su questo tema lei si è mosso in prima persona…

I governi di centrodestra hanno sempre escluso il comparto sicurezza dal blocco del turn over, Monti invece lo ha esteso anche alle forze di polizia, con il governo Letta (nella prima fase quando il Pdl era in maggioranza) presentai degli emendamenti e riuscii a ottenere il 55 per cento del rimpiazzo di chi va in pensione. Tornando ai risparmi, è certamente necessario razionalizzare la spesa, magari unificare i servizi di mensa…  Oppure evitare i doppioni che talvolta esistono perché nella fase di opulenza tutti facevano tutto. Per esempio nell’arma dei Carabinieri esiste un nucleo per la tutela del patrimonio artistico del quale si occupa anche un settore della Guardia di Finanza. Si deve accentuare la specificità delle singole forze ed evitare sovrapposizioni. Attenzione, però, all’illusione dei raccordi amministrativi che in alcuni casi può provocare più danni che benefici. Ce lo vede il questore di Roma occuparsi anche della gestione di Rebibbia? C’è un piano nel cassetto del ministero dell’Interno che prevede chiusure di posti di polizia e stazione dei carabinieri che per ora nessuno ha osato tirare fuori. 

Renzi e la Madia però discettano di accorpamenti e di tagli. Furore ideologico contro la polizia o insipienza? 

 

Renzi parla di cose che non conosce, quando andremo su Marte forse si potrà fare quello che pensa. Sulla sicurezza non ha competenze necessarie, ancora meno il ministro della Pubblica amministrazione. Invece è necessario che chi conosce la materia parli con chi conosce, non servono i cretini che parlano con i cretini.