Regionali, faccia a faccia Matteoli-Quagliariello. Ma c’è chi frena

Al via il tavolo voluto da Silvio Berlusconi per avviare la partita delle alleanze di centrodestra in vista della tornata di elezioni regionali alle porte. Si comincia con il Nuovo centrodestra di Alfano –  al quale il Cavaliere è tornato ad aprire le porte dopo il “tradimento” – per proseguire con Fratelli d’Italia e Lega. Sarà l’ex ministro Gaetano Quagliariello il primo interlocutore della commissione azzurra presieduta da Altero Matteoli e composta dai fedelissimi Brunetta, Verdini, Romani e Toti. Candidature e programmi: è questa la mission ufficiale della commissione ma è chiaro che il vertice rappresenta una prima esplorazione per ricomporre il centrodestra non solo per affrontare insieme il test d’autunno in Calabria ed Emilia (in Puglia si voterà in primavera). Difficile dire se l’eventuale disgelo tra Berlusconi e il ministro dell’Interno (che dovranno scrivere la sceneggiatura della prossima stagione politica) porterà i suoi frutti, di certo la partita si presenta complicata e non solo per le passate ruggini e le parole grosse volate in questi mesi. Questioni personali e politiche si mescolano, oltre ai nodi sul metodo da seguire. Le primarie, scartate da Berlusconi, stanno dividendo Forza Italia su due fronti, uno del quale guidato da Raffaele Fitto pronto a farle comunque anche a dispetto del capo. L’ex governatore pugliese, decisamente radicato nella sua regione, ha già predisposto la macchina operativa con la kermesse di Monopoli. Le primarie restano la stella polare anche del partito di Giorgia Meloni, che le ha rilanciate come «strumento per rifondare il centrodestra» facendo capire tra le righe che proprio le consultazioni popolari per le candidature potrebbero essere la condizione per ragionare di alleanze elettorali. Stesso discorso vale per Matteo Salvini che sta lavorando a un raccordo con le altre forze pro-primarie. In vista del primo tavolo per le regionali Matteoli è moderatamente ottimista: «Abbiamo il dovere di provarci, in politica non esiste niente di facile». Intanto l’alfaniano Fabrizio Cicchitto non sembra smaniare per tornare all’ovile berlusconiano. «L’ipotesi di un’alleanza di centrodestra va tutta verificata, ma nel caso in cui si entri in quell’ordine di idee vanno pregiudizialmente sciolte due questioni di fondo: in primo luogo essa dovrebbe riguardare tutte le regioni che vanno alle elezioni e non solo alcune di esse, magari solo quelle nelle quali il Nuovo Centrodestra certamente decisivo; la seconda riguarda la linea della Lega nord che ha passato tutta l’estate ad attaccare Alfano». Da San Lorenzo in Lucina rispondono chiedendo al ministro dell’Interno di sciogliere il nodo della permanenza nel governo di sinistra guidato da Renzi.