Rassmussen annuncia: l’Alleanza Atlantica pronta a intervenire in Iraq «ma ce lo devono chiedere»

«La Nato non ha ricevuto alcuna richiesta di impegno in Iraq, ma sono sicuro che, se il governo iracheno presentasse una richiesta di assistenza della Nato, gli alleati la valuterebbero seriamente». Parola di Anders Fogh Rassmussen, segretario generale dell’Alleanza Atlantica, a poche ore dall’inizio del summit superblindato che si concluderà martedì a Cardiff in Galles. Rassmussen ha ricordato che fino al 2011 l’Alleanza aveva una missione di addestramento e che, se Baghdad chiedesse di riprenderla, anche questa verrebbe valutata seriamente. Di più non dice sulla polveriera irachena anche perché i sessanta leader riuniti affronteranno quasi esclusivamente la questione ucraina all’indomani del cessate il fuoco siglato dal premier russo Putin e il presidente dell’Ucraina Poroshenko. Su questo tema il segretario della Nato ha ribadito la posizione atlantica di stretta emanazione americana. «Le misure per rafforzare la capacità di risposta della Nato rispettano il Trattato Nato-Russia ed è chiaro a tutti che è la Russia ad averne violato i fondamenti». Ma non è guerra a Mosca. «Benché abbiamo sospeso ogni collaborazione pratica con la Russia, è aperto il canale di dialogo politico e diplomatico», ha assicurato Rassmussen che ha annunciato l’apertura di un nuovo capitolo anche in Afghanistan con il lancio della missione di addestramento Resolute Support. Ma «è inutile nascondere che il tempo è essenziale – ha detto – e che si sta avvicinando il momento della firma dell’accordo bilaterale con gli Usa, indispensabile base legale per la nuova operazione».