Processo a Berlusconi: doppio schiaffo di Strasburgo alle “toghe democratiche”

«Positiva drammaticità. Le notizie che arrivano da Strasburgo sono di positiva drammaticità. La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha stabilito che sono congrui e degni di esame due ricorsi presentati da Silvio Berlusconi «contro l’Italia» (si dice proprio così) in merito a: 1) la condanna e lo svolgimento del processo cosiddetto “Mediatrade”, per violazione delle regole del giusto processo; 2) per l’applicazione retroattiva della legge Severino». Lo scrive Il Mattinale, la nota redatta dal gruppo Camera di Forza Italia. L’avvocato Pietro Longo aveva dato notizia della decisione della Corte di esaminare il ricorso riguardante il principio del giusto processo. «Un giudice in Europa. Qui su Il Mattinale – si legge ancora sulla nota del gruppo guidato da Brunetta – abbiamo da subito lanciato lo slogan: c’è un giudice in Europa, c’è un giudice a Strasburgo. Ora questo giudice comincia a manifestarsi e lo fa in modo sorprendente solo per chi ha posato la testa sul grembo delle toghe “democratiche”. Noi siamo combattuti tra due sentimenti: la prudente gioia per il promettente farsi largo della verità e di una giustizia giusta e non colorata di rosso, e insieme la tristezza proprio per la brutta verità che sin d’ora queste decisioni della Cedu rivelano. Un dato è assodato qualunque direzione prenda in futuro la Corte europea. Semplice: la bilancia della giustizia in Italia non è affatto certificata, ha sbilanciamenti così gravi da imporre il suo rinvio a giudizio».