Premio Atreju a Pif per il film “La mafia uccide solo d’estate”

E’ la cultura della legalità che fa la differenza. Dalla lotta in prima linea alla mafia rappresentata dalla vita dei giudici Falcone e Borsellino alla guerra quotidiana contro la corruzione, il clientelismo, il voto di scambio, l’inciucio: è questo lo spartiacque, il confine da non superare secondo i giovani di generazione-Atreju. “Cominciamo dalle piccole sfide, dal rispetto della dignità e della lealtà a partire dai banchi di scuola, cominciamo dal conoscere il nemico”. Anche attraverso un buon film. Con questo spirito sul palco dell’Isola Tiberina, a Roma, dove è in corso la kermesse dei giovani di destra eredi del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani, il Premio Atreju 2014 è stato assegnato a Pierfrancesco Diliberto, più noto come Pif, per aver diretto e interpretato il film rivelazione dell’anno La mafia uccide solo d’estate, nominato a ben 9 David di Donatello e vincitore del premio come migliore opera. Al giovane palermitano si deve il merito di aver portato in scena un grande affresco drammatico, a tratti paradossale e ironico, che attraverso i ricordi d’infanzia del protagonista Arturo ricostruisce la sanguinosa stagione di Cosa Nostra a Palermo dagli anni Ottanta fino ai primi anni Novanta. A consegnare il premio a Pif, davanti a decine e decine di ragazzi di tutta Italia (che poi hanno assistito alla proiezione gratuita del film), è stato il giovane Massimo Martini, direttore editoriale del quotidiano on line “Sostenitori.it” delle forze dell’ordine. Al dibattito che ha preceduto la premiazione, moderato da Carolina Varchi di Fratelli d’Italia, hanno preso parte il presidente del Senato, Piero Grasso, nella sua veste di ex procuratore nazionale antimafia, e il giornalista Massimo Tricoli.