Obblighiamo Renzi alla prova dei fatti. Perché il bluff è meglio scoprirlo prima possibile

Ma davvero Matteo Renzi sta andando all’attacco del blocco di potere che ha sommerso l’Italia? Davvero la sua idea è quella di muovere contro sindacati, burocrazia, magistratura, banche e potentati economici? È un pazzo? Un visionario?  O è solo un furbetto fiorentino che ha mandato a memoria qualche passo di una predica del Savonarola e qualche massima del Machiavelli? Insomma, Matteo ci è o ci fa? Sembrerà strano, assurdo eppure inverosimile, ma il destino di questa nostra sventurata Repubblica passa proprio dalla risposta a questa semplice domanda. Che ricomprende tutte le precedenti. Perché se è solo un prodotto del fallimento della pregressa generazione, se è solo uno scaltro profittatore insinuatosi con astuzia in un Palazzo fatiscente da dove sta eliminando le tracce degli inquilini antecedenti allora vorrà dire che anche l’ultima Dea, anche la speranza ha ormai voltato le spalle alla nostra Italia. Ma se così non è, se il giovanotto che da qualche mese dorme a palazzo Chigi è davvero animato dal sacro fuoco del rinnovamento, se ha davvero in testa un progetto politico capace di guidare la Nazione fuori dal baratro in cui è precipitata facendo in più tabula rasa di tutto il pregresso, a cominciare da malcostume e ipocrisie consolidate, allora bisogna dargli credito. Anzi, bisogna pungolarlo, stimolarlo e semmai sfidarlo ad essere ancora più tosto e determinato. A non guardarsi mai indietro. A procedere con risolutezza. L’attacco alla Cgil della Camusso, a quello che è stato e tutt’ora è il sindacato di riferimento, addirittura la famosa e intoccabile cinghia di trasmissione tra mondo del lavoro e partito è da registrare come una novità positiva assai. Così come positivo è il richiamo ad un capitalismo che intraprende e rischia rispetto a quello delle sanguisughe assistite dei sempreterni salotti buoni. Ben vengano poi le sforbiciate a sprechi e inefficienze così come benedetto sia il riconoscimento del valore del merito nelle carriere. Naturalmente è anche essenziale procedere nella cura dimagrante imposta alla politica nel suo complesso così come è giusto imporre al sistema bancario una stretta su strumenti finanziari rischiosi e un più rapido e maggiore accesso al credito per famiglie e imprese. Tanto, tantissimo è il da fare. Questo e molto altro ancora. E il premier non perde certo occasione per manifestare volontà e impegno. Ma siccome il tempo corre e il fiato della popolazione è sempre più corto bisogna necessariamente passare ai fatti. Subito. Sin da questo autunno che comincia con un’afa asfissiante. E allora stop alla sterile polemica e alla critica tanto per marcare la differenza. Incalziamolo questo Renzi, obblighiamolo alla prova dei fatti sollecitando decisioni rapide e immediatamente operative. Sproniamolo a dire dove, quando, come e perché e infine costringiamolo a mostrare le carte che ha in mano. Perché se è un bluff è meglio scoprirlo il prima possibile. Anzi, subito.