Nuovo attacco alla Tav. L’ultrasinistra di Tsipras prova ancora a bloccare i lavori

Un tentativo di ammanettarsi ai vagoni del trenino che trasporta il materiale di scavo fuori dalla galleria per la Tav e poi un sit-in all’imbocco del tunnel. La visita a Chiomonte dell’europarlamentare Eleonora Forenza, eletta con Barbara Spinelli e Curzio Maltese nella lista «Tsipras» accompagnata dal segretario torinese di Prc e da alcuni esponenti del comitato No Tav, si è trasformata naturalmente in una nuova protesta. Un «gesto simbolico e pacifico contro un’opera devastante che comporta un enorme spreco di denaro pubblico», ha spiegato questa nuova pasionaria rifondarola. Dopodichè ecco l’ennesimo sproloquio sulla inutilità del manufatto e sulla necessità della lotta dura e pura. Lotta che però ha provocato «un danno economico significativo», così come evidenziato dalla Ltf (Lyon Turin Ferroviaire), responsabile degli studi e delle opere preliminari della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia Torino-Lione. La società sta valutando iniziative legali. Anche perché la visita era stata autorizzata da Ltf anche per gli accompagnatori, malgrado le «perplessità esternate nei giorni scorsi» dalla società. Perplessità rivelatesi purtroppo fondate quando all’imbocco della galleria è scattato il blitz: Nicoletta Dosio, considerata una pasionaria della lotta al Tav, candidata per la Lista Tsipras alle ultime elezioni, si è incatenata, mentre Marisa Meyer, un’anziana No Tav valsusina che aveva terreni nell’area ora occupata dal cantiere, ha provato a fare lo stesso. L’intervento delle forze dell’ordine ha bloccato il loro tentativo di incatenarsi, non la protesta, proseguita con il sit-in. «Un episodio premeditato che ha portato al fermo dei lavori per oltre un’ora», hanno fatto osservare quelli della Ltf. «Una dimostrazione che ci lascia senza parole. Finora i visitatori – dice il direttore generale Maurizio Bufalini – avevano sempre tenuto un comportamento civile e rispettoso nei confronti di chi lavora. L’episodio di oggi ci rammarica: proprio chi invoca il rispetto delle regole tiene comportamenti non consoni al vivere civile». La protesta ha acceso la polemica tra il senatore del Pd Stefano Esposito, vicepresidente della commissione Trasporti, ed il segretario di Prc, Ezio Locatelli, anche lui presente al cantiere: «Il gesto compiuto dai quattro rivoluzionari comunisti – afferma Esposito – dimostra quanto siano senza prospettive questi soggetti che usano un treno per cercare di dare motivazione alla loro esistenza politica. Altro che comunisti, sono solo dei naufraghi del terzo millennio». Una dichiarazione che Locatelli ha definito «delirante» spiegando che presto tutta la sinistra europea organizzerà in Valle di Susa una manifestazione di protesta» perchè  «i lavori della Torino-Lione vanno assolutamente fermati». Una bella dichiarazione di guerra, in stile tardo sessantottino, che nulla di buono lascia presagire.