Nuove provocazioni contro Mosca: manovre navali Nato-Kiev. L’Ucraina viola il cessate il fuoco

Non si fermano le “provocazioni” di organismi che dovrebbero essere sovranazionali nei confronti della nemica del momento, la Russia: manovre navali congiunte tra Ucraina e Usa nel Mar Nero, da oggi al 10 settembre: lo rende noto l’ufficio stampa della Marina di Kiev. Le esercitazioni, alle quali parteciperanno anche Spagna, Canada, Romania e Turchia, saranno focalizzate sulle tecniche della gestione di un’operazione internazionale per mantenere la sicurezza della navigazione di una regione colpita da una crisi. All’operazione parteciperanno 12 tra navi da guerra e vascelli logistici, tra cui cinque navi da guerra e due motovedette della guardia costiera ucraina. La Marina di Kiev fornirà anche aerei ed elicotteri. Le manovre fanno parte del “noto” programma di cooperazione bilaterale tra Kiev e Washington. Ma l’offensiva contro il principale nemico di Washington non si ferma qui: l’approvazione del nuovo blocco di sanzioni europee contro Mosca deciso dagli ambasciatori tra i 28 governi “con procedura scritta” è attesa nelle prossime ore. La portavoce della Commissione, Pia Ahrenkilde, ricorda che sono “reversibili”. Fonti della Commissione ricordano che per l’approvazione del pacchetto di sanzioni “normalmente” è richiesta l’unanimità dei 28 governi. La tenuta del cessate-il-fuoco, indicano le fonti, è comunque solo una delle condizioni che potrebbe indurre la Ue a ridurre le sanzioni. «Saranno necessari altri passi in termini di soluzione politica» dicono alla Commissione sottolineando allo stesso tempo che “le sanzioni sono sotto revisione continua da parte dei governi e sono soggette ad aggiustamenti in ogni momento. Se tutti i 28 governi daranno il via libera, il pacchetto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Le sanzioni contro gli individui saranno immediatamente operative, mentre le misure di carattere economico – secondo le fonti – dovrebbe entrare in vigore entro il giorno successivo la pubblicazione. Non una parola ovviamente sul fatto che domenica le forze di Kiev hanno violato il cessate il fuoco bombardando la roccaforte dei separatisti filorussi, Donetsk. Ma Mosca replica: chiusura dello spazio aereo potrebbe essere una delle possibili risposte “asimmetriche” minacciate da Mosca se la Ue facesse scattare nuove sanzioni contro la Russia per la crisi ucraina. «Si deve chiedere ai Paesi occidentali se ci saranno nuove sanzioni, ma se ci saranno sanzioni connesse all’ energia o ulteriori restrizioni al nostro settore finanziario, dovremmo rispondere in modo asimmetrico, ad esempio con restrizioni nella sfera del trasporto aereo», ha spiegato il premier Dmitri Medvedev in una intervista. La guerra delle sanzioni non porta alla pace in Ucraina ma, al contrario, minaccia il sistema di sicurezza globale, ha aggiunto il premier russo. «Spero che non sia ciò cui aspirano le nostre controparti occidentali e che non ci sia alcun pazzo tra i dirigenti», ha aggiunto, ricordando che le sanzioni sono un’arma a doppio taglio. Intanto gli indipendentisti continuano a dare prova di buona volontà: «Negli ultimi quattro giorni siamo riusciti a liberare 1.200 nostri prigionieri», ha ammesso in una visita a Mariupol il presidente Ucraino Petro Poroshenko, auspicando che entro la fine della settimana siano liberate le restanti 863 persone in mano ai ribelli.