Nuova stangata per le famiglie: a ottobre luce e gas più cari

Un’altra stangata si abbatte sulle famiglie italiane: dal primo ottobre scattano gli aumenti per le bollette della luce e, soprattutto, del gas, su cui incidono le tensioni dovute alla stagionalità e la crisi ucraina. Nel dettaglio, ha deciso l’Autorità per l’energia, l’elettricità costerà nel prossimo trimestre l’1,7% in più (circa 2 euro per una famiglia tipo) e il metano subirà un rincaro del 5,4% (pari a 19 euro). L’aggravio più consistente sarà dunque quello relativo alla bolletta del gas, che, con la riforma introdotta dall’Autorità, risente adesso degli andamenti stagionali e non più dell’indicizzazione al petrolio e ai contratti a lungo termine. Il “peso” della stagione, ma anche la crisi russo-ucraina con tutte le tensioni sul mercato che ne sono derivate, ha quindi provocato il forte aumento. Preoccupati i consumatori, con il Codacons che ha parlato  di “pessima notizia”, invitando il governo a tagliare il peso fiscale sulle bollette. «In un contesto delicatissimo come quello che sta vivendo l’Italia, con le spese delle famiglie in caduta libera e il potere d’acquisto in costante riduzione, un incremento delle bollette di servizi essenziali come l’energia rappresenta una maledizione, soprattutto per quei nuclei numerosi e a basso reddito – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi – Ma a mantenere elevate le bollette del gas degli italiani sono soprattutto le imposte, che incidono mediamente per il 35% sul prezzo finale pagato dai consumatori, contro una media europea del 20%. In tal senso chiediamo al governo di ridurre al più presto il peso fiscale sulle forniture energetiche degli italiani, allineando le imposte alla media Ue». Anche Adusbef e Federconsumatori premono per una riduzione temporanea delle tasse «per sterilizzare gli aumenti». Mentre per la Coldiretti «l’aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto: riduce il potere di acquisto dei cittadini e aumenta i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare con l’arrivo del freddo. Un aumento che si riflette in tutta la filiera e riguarda sia le attività agricole a partire da quelle che necessitano di riscaldamento come le serre, ma anche la trasformazione e la conservazione degli alimenti».