Nozze gay, Roma copierà la “pagliacciata” di Bologna. La Curia: «Da Merola un colpo di mano»

La posizione del Comune di Bologna sul riconoscimento dei matrimoni gay all’estero assomiglia a un “colpo di mano”. Così la Curia di Bologna, attraverso le parole del vicario generale Giovanni Silvagni, interviene sulla querelle scoppiata per la trascrizione nel registro comunale delle nozze fra persone dello stesso sesso contratte all’estero. «La lettera del prefetto non ha bisogno di commenti – ha commentato il vicario generale dell’Arcidiocesi – l’istituto del matrimonio civile, condiviso da tutta la collettività e nel quale si riconoscono tante religioni e culture diverse, ha un suo profilo specifico che riteniamo non debba essere alterato con operazioni che assomigliano più a colpi di mano o forzature, che ad effettive maturazioni di una coscienza e una responsabilità. Sono temi molto delicati che dispiace vengano affrontati a colpi di slogan e con un approccio un po’ ideologico». Per Silvagni, «non è un problema solo cattolico, visto che si parla del matrimonio civile, e se entriamo in questi argomenti è perché ci interessa il bene di tutti». Dal fronte politico, Arcigay e sinistra vendoliana plaudono all’iniziativa di Merola. Da Roma Ignazio Marino sposa la linea del compagno di partito nonché collega sindaco annunciando analoga iniziativa. «Ho chiesto ai partiti politici e al presidente dell’Assemblea capitolina che si avvii il processo per il riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero, sia di eterosessuali, sia di omosessuali, di coppie che si trasferiscono a vivere qui perché penso sia una normale procedura di civiltà». Tema sul quale il centrodestra annuncia battaglia. «La trascrizione delle nozze gay contratte all’estero è una pagliacciata perché non è consentita dal nostro ordinamento giuridico». A dirlo è l’ex presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli. «Se il circolo Arcigay “Il Cassero” si schiera con Merola – attacca l’esponente Ncd – io mi schiero, senza se e senza ma, col Prefetto, garante di legalità che a questo punto non potrà che revocare tale illegittima decisione». Anche Michele Facci, presidente del gruppo Forza Italia al Comune di Bologna, contesta la scelta del sindaco invitatondo tutti i bolognesi «a unirsi alla nostra protesta, sabato in piazza Santo Stefano, dalle 17 alle 19, per dire no al registro delle coppie di fatto».