Non si presenta al processo: visita fiscale al giudice che condannò Berlusconi

Slitta ancora e per la sesta volta il processo disciplinare a carico del giudice Antonio Esposito, il presidente del collegio che in Cassazione ha condannato Silvio Berlusconi e che deve essere giudicato per un’intervista concessa prima delle motivazioni della condanna. E anche stavolta, come era già successo, per ragioni di salute del magistrato. Ma stavolta la Sezione disciplinare, non convinta che la patologia del magistrato costituisca un’impossibilità assoluta a comparire (lombosciatalgia acuta), ha disposto una visita fiscale. E ha segnalato al Pg della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati, il comportamento dei suoi difensori, entrambi giudici della Cassazione (l’ex pm di Mani Pulite Piercamillo Davigo e Sergio Beltrani) che non si sono mai presentati in udienza, così come ha fatto il loro assistito. Resta il fatto che il processo è stato aggiornato al 10 ottobre prossimo e che dunque a giudicare Esposito sarà allora un altro collegio, visto che domani si insedia il nuovo Csm e che a breve sarà costituita una nuova Sezione disciplinare. Il “tribunale delle toghe” attuale era alla sua ultima udienza. E a Esposito ha voluto mandare più che altro un segnale, visto che dal punto di vista pratico se anche si accertasse che l’impedimento del magistrato non era assoluto non ci sarebbero conseguenze per la sua posizione processuale. Potrebbe invece avere risvolti concreti la decisione di segnalare il comportamento di Davigo e Beltrani al Pg della Cassazione. Prima della decisione del “tribunale delle toghe”, il rappresentante della Procura generale della Cassazione, Carlo Destro, aveva chiesto di respingere la nuova richiesta di rinvio e di cominciare il giudizio, visto che intanto era stato nominato un difensore di ufficio. E aveva censurato il comportamento del magistrato “imputato”: da parte sua c’è stato un «evidente abuso del diritto: si vuole difendere non nel processo, ma dal processo». All’udienza non si è presentato nemmeno l’unico testimone che doveva essere ascoltato su richiesta dello stesso Esposito e che era il genero del magistrato.