Non bastava l’incuria, ora anche i turisti stranieri fanno “a pezzi” Pompei per arredare i propri salotti..

Che l’Italia fosse “a pezzi” è risaputo, anche perché non ne facciamo mistero anzi lo ribadiamo in ogni occasione utile. Che però ognuno, specie se straniero, se ne sentisse autorizzato a prendersi i “pezzi” e portarseli a casa rischia di rivelarsi un po’ eccessivo anche per un popolo poco consapevole di sé e largamente deficitario in termini di patriottismo e di amor proprio. Ma la cronaca di questi giorni sta lì a confermare che crescono in misura esponenziale i sequestri di reperti archeologici raccolti dai turisti come souvenir da piazzare in bella mostra nel salotto di casa.

L’ultimo episodio è di queste ore, con una coppia di turisti americani che tentava di imbarcarsi a  Fiumicino per tornare a Boston via Detroit con un marmo proveniente dagli scavi di Pompei. Ad accorgersene è stato un impiegato della società di autonoleggio Maggiore che al controllo di check out dell’auto presa a noleggio dalla coppia a Napoli, ha rinvenuto vicino ad un sedile nel vano posteriore questa grande parte di marmo, avvolta nella carta, un pezzo antico di un cornicione, lungo circa 25 centimetri e pesante dieci chilogrammi. Ora, è vero che ai piedi del Vesuvio non diamo il massimo come conservatori e tutori delle antichità e siamo praticamente additati dall’indice internazionale ma questo non autorizza nessuno a dare un contributo allo scempio prelevando e  spezzettando preziose testimonianze del passato come se fossero rametti secchi d buttare sul fuoco.

Che la pratica sia alquanto diffusa lo confermano fonti della Polizia di Frontiera in servizio a Fiumicino, cioè lo scalo dove c’è il maggior numero di turisti stranieri denunciati per tentata esportazione di reperti archeologici. Sembra incredibile, eppure i pesanti blocchetti di leucitite, un tipo di roccia eruttiva tipica delle zone vulcaniche laziali, storicamente utilizzati per la realizzazione del lastricato stradale di vie e piazze romane, figurano tra gli oggetti che gli agenti della Polizia di frontiera sequestrano di più ai turisti che tornano in patria. Tra i reperti rinvenuti figurano anche alcune parti di mosaici di epoca romana e persino una pietra miliare.”È una delle mode assai diffuse negli ultimi anni, soprattutto fra turisti stranieri appassionati di Roma: mettersi in valigia sampietrini, oppure alcune parti di mosaici di epoca romana”, spiegano all’aeroporto romano. E viene pure sottolineato che il fenomeno si verifica prevalentemente tra i passeggeri che si servono di compagnie aeree low cost, in particolare tra quelli che al termine del soggiorno nella Capitale rientrano in uno dei Paesi del Nord Europa.

L’aspetto curioso della vicenda è che al loro arrivo negli Stati Uniti, ai due turisti americani non verrà contestato alcun tipo di reato. I loro nominativi, qualora dovessero tornare in Italia risulterebbero nella banca dati delle forze dell’ordine. Meglio che niente.