Napoli sprofonda. E De Magistris s’inventa lo “sportello” per i gay e le lesbiche

Mancava all’appello l’ultima “idea” di Luigi De Magistris, il sindaco sotto accusa per aver completato l’opera di decadenza di Napoli. Travolto dalle critiche per la sua politica fatta di slogan, crollato nei consensi e in forte affanno per la lunga sfilza di promesse non mantenute, nel tentativo di rivitalizzare la sua immagine sbiadita punta le sue carte su un cavallo che crede vincente: i diritti omosessuali. Nasce così l’apertura di uno sportello per aiutare gay e lesbiche a tutelare i loro diritti. L’ufficio sarà localizzato in via Porta di Massa, non lontano dalla sede dell’università ”Federico II” e sarà aperto tre giorni alla settimana. Dal Comune fanno sapere che la sede scelta non è casuale: è vicina all’università proprio perché i giovani dovranno essere gli interlocutori principali. Non a caso l’assessore alle Politiche Giovanili, Alessandra Clemente nel dirsi  soddisfatta per l’iniziativa dice che «l’attenzione maggiore è per i giovani ma ovviamente lo sportello verrà aperto a chiunque voglia tutelare un diritto». Allo sportello opererà un team di specialisti, tra cui anche medici ed avvocati. Lo sportello è stato realizzato nell’ambito di un progetto europeo sulla marginalità giovanile. Ma degli altri giovani, quelli che hanno problemi di inserimento sociale, che vivono nelle periferie più degradate, che non riescono a trovare un’occupazione neanche una parola. Loro non hanno diritti e soprattutto non hanno alcun “potere” mediatico.