Marò, Giulia Latorre scuote ancora gli italiani: «Scendete in piazza per papà, ha difeso la Patria»

«Scendete nelle piazze e gridate a voce alta che chi serve con onore la propria patria non deve mai essere lasciato solo! Liberate il mio papà, l’onore dell’Italia è nelle vostre mani». A vent’anni Giulia Latorre dà la scossa all’Italia. La figlia del fuciliere di Marina, Massimiliano, trattenuto ingiustamente da più di due anni in India con il commilitone Salvatore Girone, con l’accusa di aver ucciso due pescatori del posto, scambiandoli per pirati lancia un nuovo appello su Facebook. Nella nuova pagina creata, secondo le informazioni fornite sul social network, meno di ventiquattr’ore fa, ma che ha già raggiunto circa 7.075 “mi piace”, Giulia Latorre usa toni meno aggressivi di quelli con cui aveva commentato la notizia che suo padre era stato colpito da una ischemia, criticando l’inerzia dell’Italia nella risoluzione della vicenda dei due fucilieri («Italia Paese di m… mi fate schifo, pensate agli immigrati e non ai fratelli che combattono per voi»). Ora, la figlia di Latorre si rivolge agli italiani con toni più concilianti, affidando loro il compito di chiedere la liberazione del suo papà. Un appello che dopo poche ore è stato già condiviso 682 volte  e che ha ricevuto quasi duemila “mi piace”. Per non parlare dei commenti di sostegno che ha avuto. E mentre il governo prende tempo e continua a farsi prendere in giro da oltre due anni dal governo indiano, in Italia continuano a fioccare le iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei due marò.

Come la Lazio di Claudio Lotito. I giocatori del club testimonieranno il loro impegno esibendo l’ormai famoso fiocchetto giallo per i marò liberi. «È un’iniziativa che facemmo già due anni fa – spiega Lotito – Sono stato il primo in Italia. Inizieremo la prossima settimana di campionato». Immediato il plauso di Giorgia Meloni che su Twitter scrive: «Sui marò la Lazio è un esempio che spero le altre squadre italiane seguiranno». La vicenda dell’ingiusta detenzione dei due fucilieri continua a  tenere banco e a tenere acceso il dibattito politico. «I marò sono stati sacrificati sull’altare di interessi economici inconfessabili, ma il business non può venire prima della dignità nazionale», dice Carlo Fidanza, membro dell’Esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia intervenendo ad Unomattina estate. «Ci aspettiamo da Mogherini, nella sua nuova veste di Lady Pesc, che interrompa i negoziati sull’accordo di libero scambio fra Ue-India. Serve dare infatti un segnale forte – conclude Fidanza – oltre al ritiro delle nostre truppe dalle missioni internazionali, che Fratelli d’Italia ha ripetutamente chiesto in questi mesi, finché la Nato, l’Onu e la Ue non si faranno carico della vicenda dei due nostri marò».