Maria Elena Boschi è la nuova Jackye dell’era renziana? No, ma c’è chi ci sta lavorando…

Maria Elena Boschi non è antipatica. Nonostante sia strumento di un’operazione immagine sapientemente dosata (la Bindi non parlava a vanvera, in questo caso) non ha l’arroganza dell’ultima arrivata che ti sbatte in faccia la sua avvenenza (inutile fare nomi). E tuttavia, che sia proprio lei il modello di bellezza cui le italiane aspirano è un’esagerazione cui è difficile credere (la notizia è stata rilanciata da Adnkronos col titolo: “Boschi nuova icona di bellezza”) nonostante i sondaggi e i pareri dei chirurghi estetici. Di vero c’è che la femminilità legata agli eccessi (quelle che si chiamavano ‘bombe sexy’) è decisamente sul viale del tramonto. Anche il dibattito pubblico lo dimostra: un tempo le barzellette spinte di Berlusconi mobilitavano le piazze, oggi invece la pax renziana impone tolleranza e moderazione nei toni (non ha fatto scandalo neanche lo scivolone di Libero che ha paragonato il fondoschiena di Boschi a quello della moglie del premier…). Il viso acqua e sapone di Maria Elena ben si presta a questa operazione che odora di mielose larghe intese. E vada allora per la rottamazione delle rifatte e della loro cafona procacità.

Ma si tratta di una tendenza che va oltre i confini nazionali. La femminilità è oggi un valore che si affianca a stile e carattere e non riguarda solo gli studi di chirurgia estetica. Addirittura in Inghilterra è scesa in campo una ministra, Jo Swinson, per sconsigliare le donne dal ricorso al lifting. Il nuovo mantra è: accettate i segni del tempo che passa. Si abusa della citazione di Anna Magnani sulle proprie rughe: ci ho messo una vita a farle, non me le voglio coprire… Morale della favola: un volto vissuto è interessante, rivela carattere. Un volto perfetto rimanda alle femmine di plastica, a quelle bambole Barbie che nessuno compra più (le vendite sono in calo del 14% nel mondo). Questo per dire che una tendenza è una tendenza, che va avanti lentamente ma inesorabilmente. Maria Elena Boschi non c’entra nulla ma il suo bel faccino da gattamorta che però la sa lunga è ideale per illustrare come sale e scende il termometro degli idealtipi femminili. Così come un tempo l’esibizionismo di Alba Parietti e il decolleté nazionalpopolare di Sabrina Ferilli erano calzanti per poter dire che anche la sinistra apprezzava la mondanità salottiera e non era tutta falce, martello e piagnisteo. Tempi superati. E anche la tv si adegua: al posto delle superdotate modello Drive In in prima serata ci sono don Matteo e suor Angela. E persino nei talent trionfa suor Cristina (e già è tanto che non ci dicono che la bellezza vera è quella di Conchita Wurst…).