Lunedì, con l’autopsia, la verità sul ragazzino ucciso dal carabiniere a Napoli

Si svolgerà lunedì l’autopsia sul cadavere del diciassettenne Davide Bifolco, ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere durante un inseguimento al rione Traiano a Napoli. Insieme con l’autopsia sarà eseguita anche la perizia balistica. Gli incarichi delle due consulenze sono stati disposti dai magistrati che conducono l’inchiesta, i procuratori aggiunti Nunzio Fragliasso e Luigi Frunzio, e dal pm Manuela Persico. I carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli, ai quali i magistrati hanno affidato le indagini sulla morte del diciassettenne Davide Bifolco,  sono alla ricerca di telecamere collocate lungo il tragitto dove si è svolto l’inseguimento fino alla sua tragica conclusione. Le telecamere del Comune di Napoli sono risultate tutte disattive; le ricerche sono quindi concentrate su telecamere private di negozi e condomini. I magistrati della Procura stanno approfondendo l’esame sulle dichiarazioni rese dal carabiniere di 32 anni, indagato per omicidio colposo, e di Salvatore Triunfo, il giovane che era sul motorino insieme con la vittima e un’altra persona sulla cui identificazione sono tuttora in corso accertamenti. Finora le versioni sono risultate contrastanti in quanto il carabiniere sostiene che il colpo è partito accidentalmente mentre tentava di immobilizzare Davide, mentre l’amico di quest’ultimo avrebbe affermato che il militare ha sparato alle spalle del ragazzo. A quanto si è appreso, secondo i primi accertamenti, il colpo sarebbe stato sparato a distanza ravvicinata e avrebbe raggiunto Davide al torace. Una circostanza che però potrà essere confermata solo dall’autopsia. Se risultasse acclarata, darebbe credito alla ricostruzione fornita dal militare indagato. Gli inquirenti infine escludono che il giovane, una volta colpito, sia stato ammanettato come riferito invece da residenti del rione. «La morte di un ragazzo, di un diciassettenne, è un dramma per la famiglia, per gli amici. Comprendo il dolore – ha commentato il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro – si accerteranno le responsabilità e sarà necessario verificare tutti gli aspetti sull’episodio, cosa che sta facendo la magistratura per questo ci vuole prudenza nei giudizi».