L’avvocato indiano chiede una verifica sulla malattia di Latorre: «Dubbi sulla serietà dei richiedenti», ossia dell’Italia…

Colpo di scena nel caso-marò: Freddy John Bosco, proprietario del peschereccio coinvolto nell’incidente dell’Enrica Lexie per il quale sono trattenuti in India i due marò italiani Latorre e Girone, ha presentato alla Corte Suprema di Nuova Delhi un’istanza in cui chiede un esame medico indiano per Massimiliano Latorre, prima che i giudici lo autorizzino a rientrare in Italia per curarsi. Nella “application” il ricorrente ricorda alla Corte che «è pratica comune verificare la veridicità e la serietà di una malattia», e che «un rapporto di specialisti qualificati dopo un esame medico del paziente è altamente necessario». L’avvocato Nandini ha confermato di aver presentato l’istanza, insieme a un affidavit (dichiarazione scritta di Bosco), ma che essa deve ora essere «verificata e approfondita». Si è appreso tuttavia da fonti vicine al team dei legali della difesa di Latorre che «a un controllo presso il registro della Corte suprema, di questa istanza non si è trovata traccia». Lo stesso Bosco, che sostiene nell’istanza di essere ancora alle prese con le conseguenze dell’incidente del 15 febbraio al largo delle coste del Kerala, aveva firmato alla fine di aprile scorso un’altra istanza in cui chiedeva che il caso dei fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone tornasse, «dal punto di vista giudiziario», in Kerala. In pratica, l’istanza presentata dall’avvocato Usha Nandini si propone come una operazione di contrasto dell’autorizzazione che la Corte suprema dovrebbe dare per permettere al Fuciliere di Marina di rientrare in Italia al fine di curarsi dei postumi dell’attacco ischemico subito il 31 agosto. Nella “prayer” (“supplica” ai giudici) si chiede al primo punto che il tribunale «firmi una necessaria direttiva al direttore dell’Istituto indiano di scienze mediche (Aiims) affinché costituisca una commissione medica per un esame sanitario di Massimiliano Latorre e che un rapporto riguardo alla sua malattia sia inviato alla Corte» E si incoraggia, al secondo punto, la Corte stessa a emettere qualsiasi altra ordinanza che essa ritenga pertinente ed appropriata per i fatti e le circostanze del caso». Nell’istanza si ricorda inoltre che lo scorso anno l’Italia aveva deciso inizialmente di non far rientrare i due marò da una licenza di quattro settimane concessa dai giudici per le elezioni politiche del febbraio 2013, e che questo fatto «non gioca a favore della serietà del richiedente». Infine, il 26 aprile scorso Freddy Bosco, sempre attraverso lo stesso legale Usha Nandini, aveva presentato a sorpresa un ricorso per chiedere il trasferimento del caso giudiziario dei Fucilieri in Kerala spiegando che sarebbe impossibile tenere un processo su base quotidiana a Nuova Delhi, con decine di testimoni che dovrebbero trasferirsi. Questa istanza, però, non è stata mai calendarizzata dalla Corte.