L’Aquila, la “ricostruzione” può attendere: per adesso apre solo un sexy shop

Nel corso principale di un centro storico, dopo oltre cinque anni ancora puntellato e in gran parte inagibile, con le pratiche per la ricostruzione bloccate, spunta fuori un sexy shop. Accade a Paganica, la frazione più popolosa del comune dell’Aquila, settemila residenti, prima del sisma del 2009. Segnala l’apertura del sexy shop, aderente a un franchising nazionale, un gruppo di cittadini che, con l’occasione, ha denunciato lo stallo della ricostruzione del centro storico di Paganica.

«Non stiamo qui a fare moralismi, per il Comune è un’attività commerciale come tutte le altre». Il sindaco dell’Aquila, Massimo Caliente, si è rifugiato in poche parole, evitando la polemica per quieto vivere politico. E azzarda l’ipotesi che «probabilmente è stato messo lì appunto perché è una zona nascosta». Gli abitanti di Paganica, almeno i più anziani, hanno manifestato qualche perplessità sul nuovo “negozio” a luci rosse, che sorge tra l’altro a pochi metri dalla chiesa del paese. «Non siamo preventivamente contro l’apertura di un sexy shop in centro – affermano molti cittadini – ma rileviamo che il Comune non dovrebbe autorizzare solo queste attività commerciali ma anche dare il via alla ricostruzione ferma invece al palo in un paese in centro storico in larghissima parte inagibile. E con la prospettiva di vedere la piazza che con il corso e il quartiere di Sant’Antonio che prima del sisma erano il cuore pulsante di Paganica con le circa venti attività commerciali, ricostruita tra dieci anni».