La doccia fredda per Renzi arriva da Ocse e S&P: «Nessuna crescita per l’economia italiana»

L’Italia è l’unico dei Paesi del G7 che chiuderà il 2014 con un andamento negativo del Pil. A rivelarlo è l’Ocse, che parla di una contrazione dello 0,4%, invertendo le stime di maggio che indicavano invece una crescita dello 0,5%. Notizie negative anche per quanto riguarda il 2015, quando, secondo l’organizzazione, ci sarà, sì, una timida ripresa, pari allo 0,1%, ma sarà lo stesso ben al di sotto della stima precedente: +1,1%. Dati simili sono stati divulgati anche da Standard and Poor’s, secondo cui «le sofferenze dell’Italia sono diventate più pronunciate» e la crescita sarà pari allo zero. L’agenzia di rating entra poi nel merito di quanto fatto finora dal governo, sottolineando che le misure annunciate in marzo dal premier Matteo Renzi, e in particolare gli 80 euro e il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, «non hanno avuto effetti» sui consumi in Italia, dove si registra una domanda interna «anemica». Inoltre, S&P scrive che i ritardi «nelle riforme intraprese» hanno «fatto fallire» l’obiettivo di far risalire «la fiducia delle aziende e degli investitori». «Domani farò un lungo intervento in Parlamento su queste tematiche», è stato l’unico commento di Renzi, che di fatto si è chiuso in un “no comment”. «Delle proposte e delle idee evito di parlarne adesso», ha aggiunto, in un giorno in cui due soggetti internazionali dalle caratteristiche diverse hanno entrambi sancito che l’Italia resta molto indietro sia rispetto alle proprie previsioni di crescita sia rispetto ai partner europei.

Secondo l’Ocse, infatti, l’Eurozona crescerà con una media dello 0,8% nel 2014 e dell’1,1% nel 2015. In particolare, il Pil dovrebbe aumentare in Germania dell’1,5% sia quest’anno che il prossimo, mentre in Francia il prodotto interno lordo dovrebbe assestarsi allo 0,4% nel 2014 e all’1% nel 2015. Per l’organizzazione, comunque, quella dell’area Euro nel breve termine rimarrà una crescita «frenata» e «deludente». Al contrario la ripresa «è solida» negli Stati Uniti, si sta rafforzando in India ed è in linea in Giappone e Cina. «Vista la debolezza della domanda, la flessibilità all’interno delle regole europee dovrebbe essere utilizzata per sostenere la crescita», è l’esortazione.

La nuova previsione dell’Ocse è stata definita da Renato Brunetta «drammatica» per l’Italia. Secondo il capogruppo azzurro alla Camera, la riduzione del Pil al posto della crescita che era stata stimata è destinata «ad accentuare la forbice rispetto a tutti gli altri Paesi dell’Eurozona che, al contrario, hanno interamente recuperato la caduta del Pil cominciata nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers». «Quali saranno le conseguenze sul terreno della finanza pubblica?», chiede quindi l’esponente azzurro, auspicando «che il presidente Renzi reagisca». «Invece di inveire contro l’Unione europa – conclude Brunetta – Renzi faccia le riforme che sono indispensabili per invertire questa lugubre tendenza e per riportare il nostro Paese fra i grandi in Europa».