La Cei “scomunica” Renzi: «Basta slogan, pensi alle cose essenziali»

In pratica una bocciatura. Renzi rifaccia l’agenda e dia priorità alle cose essenziali. Un giudizio chiaro e inesorabile giunge dal segretario generale della Cei, Monsignor Mariano Crociata, che durante la conferenza stampa al termine dei lavori del Consiglio permanente,a domanda risponde: «Non è questione se il Renzi piaccia a noi o no. Bisognerebbe chiedere alla gente se sta trovando le risposte. La nostra impressione è che ci sia da ridisegnare l’agenda politica mettendo come priorità la famiglia, il lavoro, i giovani e i temi della formazione e della scuola ma non annunciandoli, affrontandoli veramente». Una sintesi perfetta espressa in poche martellanti parole che incontra gli applausi del centrodestra,  a cominciare da Renato Brunetta: «Totalmente d’accordo con le preoccupazioni della Cei. Occorrono fatti, basta parole», commenta su Twitter il  capogruppo di Forza Italia alla Camera. Anche i vescovi, insomma, lamentano l’evanescenza degli annunci di Renzi.

Giudizio ineccepibile per Maurizio Gasparri: «L’allarme della Cei sulla disattenzione del governo nei confronti della famiglia è un ulteriore monito per Renzi che, al di là degli annunci e delle promesse, viene rimproverato da più parti. Voglio poi far presente che per la famiglia non esiste solo l’emergenza fiscale, visto che il governo non estende bonus né introduce ad esempio il quoziente familiare, ma ci sono anche altri rischi. Continua, infatti, l’iter di proposte di legge per le adozioni e i matrimoni omosessuali, per il divorzio lampo e altri provvedimenti che distruggono la famiglia. È il momento di reagire in difesa della famiglia e di una corretta interpretazione della società» dichiara il vicepresidente del Senato, auspicando che «anche i cattolici impegnati in politica facciano sentire con più determinazione la loro voce». Sulle parole di mons. Crociata si esprime Gianni Alemanno: «Sia pure con tutta la prudenza e l’attenzione che gli è propria la Cei sollecita una ridefinizione dell’agenda politica al presidente Renzi per dare priorità alle questioni vere ed essenziali, senza nascondersi dietro a questioni di bandiera come l’inutile dibattito sull’articolo 18. In tutto il Paese – prosegue – si sta diffondendo una sensazione di inconsistenza rispetto all’azione del governo Renzi e oggi anche il mondo cattolico ha detto una parola importante da questo punto di vista».