“Internazionalizzazione” e “interlocuzione”: sui marò la Mogherini è confusa

«Confermo la scelta di internazionalizzare» la vicenda dei due marò che «ora è tecnicamente pronta». Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini sottolineando che però «è dovere di questo governo esplorare» anche l'”interlocuzione” con il nuovo governo indiano. Ma «le due strade non si escludono», anche se fino a ieri pareva che la seconda avesse soppiantato la prima (troppo lunga). Insomma vige la massima confusione sulla linea da seguire. La Mogherini ha comunque ribadito che la priorità sono le condizioni di salute di Massimiliano Latorre, ma anche le condizioni di vita di entrambi i marò, che «non sono le più serene». La titolare della Farnesina ha ricordato pure che venerdì ci sarà da parte della Corte suprema indiana l’esame «della richiesta presentata per il permesso» a rientrare in Italia di Latorre. «Mi auguro – ha detto ancora – che la richiesta possa essere valutata con serenità e accolta».
Nel frattempo gli europarlamentari Laura Comi (Forza Italia) e Mario Borghezio (Lega Nord), seppur con iniziative autonome, chiedono che le autorità europee si muovano nei confronti del governo indiano per cercare di risolvere la vicenda dei due marò, tuttora in attesa di un processo, vicenda resa ancora più grave dal recente malore patito da uno dei due fucilieri, Massimiliano Latorre. Comi in particolare attacca le indiscrezioni su nuove accuse ai marò emerse sulla stampa indiana a suo giudizio “a orologeria”. «Da due anni e mezzo Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – osserva la Comi – sono ingiustamente detenuti in India. Il nostro governo non è riuscito a risolvere la questione. Adesso la situazione precipita per le condizioni di salute di Latorre, il quale deve poter proseguire le cure in Italia. Come europarlamentare ho deciso di rivolgere al presidente del Consiglio europeo una interrogazione per chiedere quali misure siano state adottate o si intendono adottare per risolvere la vicenda e per consentire il rientro definitivo dei due fucilieri in Italia. Chiedo inoltre – prosegue – come l’Ue intenda far rispettare i diritti umani palesemente violati sul piano europeo e internazionale e far risarcire i due marò dei danni subiti. Infine se sia stata valutata l’opportunità di procedere a sanzioni di tipo economico-commerciale». Anche Mario Borghezio, inviando una lettera al presidente del parlamento europeo Martin Schultz e al presidente della commissione Esteri Elmar Brok, chiede che «le autorità indiane, nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura locale, vengano sensibilizzate in favore del militare italiano, da oltre 900 giorni ingiustamente detenuto».