Immigrati bloccano le strade perché non gradiscono il cibo. E cresce la tensione

I toni si fanno sempre più accesi, la tensione è alta. «Bloccano la strada provinciale perché non gradiscono il cibo che viene fornito nelle strutture di accoglienza? Bene, la soluzione è rimandarli nelle loro case e il primo che dice che sono disperati è un ipocrita». Ad affermarlo è Luciano Cavaliere dirigente nazionale Fratelli d’Italia in riferimento a una protesta inscenata da una quarantina di immigrati in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati politici che hanno manifestato lungo la provinciale che collega Carovigno a San Vito dei Normanni, nel Brindisino, dove si trova la struttura alberghiera che li ospita. Punto cruciale, il mangiare non è gradito. «La colpa di tutto ciò – prosegue Cavaliere – è di questo governo malato che anziché pensare ai diritti di tutti quei giovani che con un lavoro precario, nel migliore dei casi, non possono immaginare il proprio futuro spende risorse inutilmente per accogliere gente per lo più ingrata. Se il cibo e l’accoglienza fornita a questi clandestini, perché di questo si tratta, non è di loro gradimento possono togliere benissimo il disturbo. Di questa gente non sappiamo che farne, in terra di Brindisi non sono i benvenuti». E subito dopo, le scontate polemiche della sinistra, le accuse di intolleranza e le richieste di rettifica. Come cornice, la rabbia della gente che non ne può più, come stanno dimostrando i fatti di Roma, con i cittadini in piazza e gli immigrati che assaltano gli autobus, in un clima di tensione reale e di buonismo politico.