Il triste show di Renzi da Fazio: sfida il suo Pd sull’articolo 18 e fa battute sulla statura di Brunetta

Sorrisini al conduttore, ricambiati dai consueti brividini di Fazio, ma anche ammicamenti a dentoni spianati alle telecamere, batttutine da bar (tipo, “abolirò i Cocopro, ma anche i Cocodè…”), sfide al suo stesso partito, come se andasse a fare la guerra al nemico e non alla sua maggioranza “bulgara”. Infine lo scivolone su Brunetta, con la triste ironia sulla sua statura, una roba originale…

Matteo Renzi, alla vigilia della direzione Pd, dove oggi è attesa la resa dei conti sul Jobs act, ieri sera ha messo in scena il suo consueto show nel salotto amico di “Che tempo che fa”, aiutato da Fabio Fazio a elevarsi a rango di statista, con il solito gioco di sguardi incantati e commossi che il conduttore riserva ai suoi graditi ospiti da incensare. “Lei ha preso il 41%, lei è un esempio di dinamismo…”, esordisce Fazio, giusto per dare un’idea di come avrebbe messo all’angolo il premier.

Ma le risposte sono interessanti, perché danno bene l’idea di cosa accadrà oggi nella direzione del Pd sull’articolo 18: «Io non tratto con la minoranza del partito ma con i lavoratori». Il premier dice basta a una sinistra “opportunista e inchiodata al 25%”, che fa dell’articolo 18 una “battaglia ideologica”. Una sinistra che guarda al passato e che non si rende conto che “la memoria senza speranza è un museo delle cere”. Arriva la mazzata finale sull’articolo 18 (“gli imprenditori devono poter licenziare”) e la cancellazione dei contratti precari e spara contro il sindacato: «L’unica azienda al di sopra dei 15 dipendenti che non ha l’articolo sono loro – fa sapere il premier – che poi ci vengono a fare la lezione». Renzi ce l’ha anche con D’Alema (“non me lo perdo mai”) e con i soliti poteri forti. «Possono anche mandarmi a casa domani mattina – è la tesi – ma non pensino di telecomandarmi come una marionetta». Così come dice di essere pronto a misurarsi in Parlamento sulle riforme istituzionali e sulla legge elettorale: «Bisogna fare veloci. Abbiamo un accordo – ricorda – e Forza Italia non deve continuare a girarci intorno». Ma poi chiude proprio con uno scivolone su Forza Italia, con una triste ironia sul capogruppo alla Camera: «Mi risparmio la battuta su Brunetta che si alza…». Fazio ride. Il diretto interessato replica: «Ironia razzista? Che tristezza!», scrive su twitter Brunetta.

Il video dell’intervista

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