Il selfie-galeotto colpisce ancora: il «dimissionato» Bugaro si vendica e torna in Forza Italia

“Arcipelago Gulag” nell’Ncd, seconda puntata: Giacomo Bugaro, vice presidente del consiglio regionale delle Marche, lascia Ncd e aderisce (o ri-aderisce) a Forza Italia. Insieme a lui, torna in Forza Italia anche la consigliera regionale dell’Umbria, Maria Rosi. Lo riferisce una nota di Forza Italia ricordando che Bugaro era passato a Ncd nel novembre scorso ma che da tempo «aveva manifestato il suo disaccordo rispetto alla linea politica seguita dal partito». Addio convinto all’Ncd, si legge sempre nella nota, da parte della Rosi. «Avevo aderito a Ncd ritenendomi “diversamente berlusconiano” – spiega Bugaro -, ma mi sono ritrovato in un partito visceralmente antiberlusconiano. Ho, dunque, raccolto l’invito da parte di tanti amici, che anche a seguito delle note vicende mi chiedono di tornare alla casa madre». E a chi lo ha accusato di aver attaccato Silvio Berlusconi, Bugaro replica: «È vero, in passato l’ho fatto. Ma sempre con lo spirito di un figlio nei confronti del padre». Altrettanto convinta del rientro in Forza Italia, spiega la nota, è la Rosi, che aveva aderito al Ncd lo scorso novembre, «animata dalla volontà iniziale del partito di rinnovare partendo dai territori. Le spinose vicende politiche territoriali hanno visto riaffermare, invece, logiche di partito discutibili e metodi poco democratici», spiega Rosi. E aggiunge: «Rispondo alla chiamata del presidente Berlusconi con coraggio e determinazione. E garantisco a tutti gli amici del centrodestra il mio impegno per la costruzione della grande casa dei moderati, quale vera e unica alternativa a Renzi. Per il bene della nostra Regione e del nostro Paese». E non è finita: il consigliere regionale di Ncd Daniele Silvetti ha rassegnato le dimissioni dal partito di Alfano (non dal gruppo regionale). Lo ha reso noto lo stesso Silvetti a margine dei lavori: «Ho scritto a Roma spiegando i motivi della mia decisione – ha detto – ora aspetto delle risposte, poi farò le mie valutazioni». Silvetti aveva subito espresso solidarietà a Giacomo Bugaro, vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, ”dimissionato” da coordinatore regionale degli alfaniani, dopo un incontro e un selfie con Berlusconi a Palazzo Grazioli. Insomma, il selfie continua a fare vittime più o meno illustri. All’indomani della “purga” dell’Ncd, Bugaro aveva così commentato: «Può essere una colpa parlare con Berlusconi dei problemi della mia terra? Ipotizzare un progetto politico locale e farci un selfie è da censura ed espulsione?». «Renzi – ha proseguito – ha avuto il coraggio di invitarlo nella sede del Pd ed è stato un grande. Quagliariello mi ha messo alla porta perché ci ho parlato e non ho chiesto prima il permesso». Una reazione sconsiderata, aveva notato Bugaro, dato che Berlusconi ha dato inizio a tutte le nostre carriere politiche…