Il Papa in Albania senza misure speciali. Il Vaticano: non c’è una minaccia specifica dall’Isis

Era stato l’ambasciatore iracheno presso la Santa Sede, Habeeb Al Sadr, ad avvertire: “Il Papa è un bersaglio”. “I nostri analisti, la nostra intelligence – ha aggiunto – fanno ipotesi in tal senso. I loro obiettivi sono riconosciuti. Io non escluderei che l’Isis arrivi a colpirlo”.

Il prossimo 21 settembre papa Francesco si recherà in Albania e eventuali azioni potrebbero giungere da Kosovo, Bosnia e Macedonia (un imam bosniaco a giungo aveva diffuso su facebook la foto del Papa con la scritta kafir, cioè “infedele”, sulla fronte). Altra visita a rischio: quella in Turchia programmata per il 29 e 30 novembre. E proprio parlando del prossimo viaggio apostolico a Tirana il portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha sottolineato che il Pontefice non userà misure speciali di protezione e si muoverà “con la jeep bianca scoperta che normalmente usa nelle udienze a piazza San Pietro”. “Certamente – ha aggiunto – tutti siamo preoccupati per le notizie sull’Isis e la situazione in Medio Oriente ma non ci sono rischi o minacce specifiche”. Non c’è ragione dunque per modificare “il modo in cui il Papa si muove”.

Il viaggio apostolico sarà “un omaggio al martirio per la fede” e “un incoraggiamento al clima di convivenza religiosa” che si è instaurato nel Paese attualmente. Quello a Tirana sarà inoltre il primo viaggio in un Paese europeo fuori dall’Italia.