Il governo Renzi si copre di ridicolo: “festeggia” la malattia di Latorre, ringrazia l’India, aspetta e spera…

«Renzi, stimi l’India perché rimanda a casa Latorre per quattro mesi dopo un’ischemia e due anni di detenzione illecita? Sei impazzito?». Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, risponde su Twitter al premier, che in un tweet aveva espresso stima per l’India e il suo governo per la “liberazione” del marò annunciando una collaborazione. Parole del premier e del governo che fanno insorgere tutto il centrodestra.  «Ringraziamo di cuore il governo attuale – dice sarcastico Ignazio La Russa – che, come i precedenti, dopo aver immediatamente sollevato la vicenda dei due marò dinnanzi alle Nazioni Unite, all’Ue, alla Nato e dopo aver sollecitato prima e accolto poi, la disponibilità della intermediazione della Croce Rossa che evidentemente mentiva nel lamentare il silenzio italiano, ora spende tante belle parole di stima per il governo indiano che, in barba al diritto internazionale detiene illegalmente da due anni e mezzo due servitori dello Stato e che, dopo tanti strumentali rinvii, finalmente bontà sua, accetta di concedere il ritorno in Italia e per “ben quattro mesi” ad uno di loro solo perché colpito da una “semplice ischemia”. Il tweet del nostro presidente del Consiglio – aggiunge – ci riempie di orgoglio e rende ancor più chiaro a tutti cosa è la dignità nazionale. Anche per Salvatore Girone la strategia italiana si affida soltanto alla “speranza” di una seria malattia? Al fuciliere consiglio di incrociare le dita». Duro Maurizio Gasparri: «Conforta la decisione della Corte suprema indiana che ha disposto il rientro, seppure per un breve periodo, di Massimiliano Latorre. Le condizioni di salute del nostro fuciliere di Marina hanno in questi giorni destato molta preoccupazione ed è senza dubbio un fatto positivo poterlo riportare a casa. Ma la questione del rientro certo e definitivo di entrambi i nostri marò resta ancora aperta e su questa non possiamo permetterci ulteriori tentennamenti. La vicenda va internazionalizzata e il governo italiano deve essere fermo nelle sue decisioni future fino a che non ha le necessarie garanzie sul rientro di Latorre e Girone. Quanto alla stima nei confronti delle autorità indiane, è senza dubbio inferiore a quella che nutre Renzi per loro». Per l’azzurro Elio Vito «la vicenda dei due fucilieri di Marina non può comunque certo dirsi conclusa, anzi per certi versi entra in una fase ancora più complessa e contraddittoria. Il governo, quindi, dovrà aumentare ancora di più il suo impegno affinché si giunga presto ad una positiva e definitiva conclusione soluzione della vicenda». Fa sentire la sua voce Edmondo Cirielli, deputato di FdI e componente della Commissione Esteri: «Apprendiamo con felicità la notizia del rientro in Italia di Latorre. Un permesso di quattro mesi che nasce esclusivamente per esigenze umanitarie e connesse non certo al riconoscimento dell’abuso giuridico del diritto internazionale. Si tratta, al contrario, della riaffermazione giuridica di competenza dell’India che ostenta così, in maniera strumentale, di essere anche una nazione pregna di civiltà giuridica. Purtroppo, però, da questo momento Salvatore Girone si trasforma in un ostaggio, e per questo esprimo grande rammarico». Per  il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga «il trionfalismo del tutto fuori luogo espresso dal governo Renzi fa capire il poco spessore di questo esecutivo sul piano internazionale».