Il “Corriere” attacca Renzi ed evoca la massoneria. Una nuova stagione di veleni?

L’affondo è di quelli che non ti aspetteresti mai di leggere sul Corriere della Sera. La firma che lo accompagna – quella del direttore Ferruccio De Bortoli – è di quelle che nell’arco di una rispettabilissima carriera hanno fatto della prudenza una bandiera e quasi mai, anzi mai, hanno infranto quell’invisibile barriera del suono oltre la quale il boato prodotto da un editoriale può fare più rumore di quello di un jet. Ora, invece, De Bortoli, quella barriera ha deciso di violarla con un incandescente articolo indirizzato a Matteo Renzi.

All’apparenza nessun intento demolitorio, anzi accorta ricerca di un giusto equilibrio tra riconoscimenti e biasimi. Ma è chiaro che i primi servono solo a spianare la strada ai secondi. Al premier De Bortoli riconosce idee e coraggio “apprezzabili, specie in materia di lavoro”, ma se ne dice non convinto “per come gestisce il potere”. Per il direttore del Corriere il nemico di Renzi è Renzi stesso o, meglio, la sua personalità “ipertrofica” che va ben oltre il fisiologico egocentrismo “irrinunciabile per un leader”. Estremamente severo è il giudizio sulla squadra di governo, definita di “una debolezza disarmante”, e sui cui ministri De Bortoli cala come una mannaia il sospetto che “siano stati scelti per non fare ombra al premier”.

Ma è la lettura politica del “renzismo” la parte dell’articolo destinata a sollevare un diluvio di polemiche. Vale la pena riportarla per intero: “Le controfigure renziane abbondano anche nella nuova segreteria del Pd, quasi un partito personale, simile a quello del suo antico rivale, l’ex Cavaliere. E qui sorge l’interrogativo più spinoso. Il patto del Nazareno finirà per eleggere anche il nuovo presidente della Repubblica, forse a inizio 2015. Sarebbe opportuno conoscerne tutti i reali contenuti. Liberandolo da vari sospetti (riguarda anche la Rai?) e, non ultimo, dallo stantio odore di massoneria”.

Parole – queste di De Bortoli – che neppure il più antipatizzante oppositore del premier si sognerebbe mai di spiattellargli in faccia. E contengono – assemblati con meticolosa cura e sapiente dosaggio – tutti ingredienti urticanti e utili ad intossicare il già arroventato clima all’interno del Pd: dalla Rai (ma si legge conflitto d’interessi), al capo dello Stato (ma si legge possibile grazia a Berlusconi) e soprattutto alla massoneria (anche se parlarne dalle colonne del Corsera è un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato), immancabile se si vuole spargere un’aura di sospetto a traiettorie politiche disinvoltamente trasversali. Il quotidiano di Via Solferino vuole dare una mano e Bersani e compagni o – più realisticamente – qualcosa di pesante e pronto ad esplodere bolle in uno dei tanti pentoloni giudiziari d’Italia?

Comunque sia, una cosa appare certa: il patto del Nazareno, cioè l’accordo tra Renzi e Berlusconi, non può più restare nel retrobottega della politica. Da oggi va esibito in vetrina per consentire a chiunque di valutarlo e giudicarlo spazzando via dubbi e sospetti.